Rispondo all'amica che mi chiede se sia meglio essere solo ovatta, solo acciaio od entrambe le cose.
Carissima C.,
sebbene questo forte dualismo rappresenti anche per me croce e delizia, con sincerità, ti rispondo che sono fiera di essere entrambe le cose!
Lo so, non è sempre facile gestire questa condizione contrastante. Ogni giorno cerco di proteggere la mia fragilità calando sull’anima una cortina d’acciaio. Accetto con aggressiva determinazione le sfide che la vita mi costringe ad affrontare per avvicinarmi efficacemente al modello che si valuta “vincente”: persona forte, determinata, che mette al bando ogni forma di emozione o debolezza.
Del resto, l’uomo da sempre combatte affinché la ragione prevalga sull’istinto, l’autocontrollo sull’emotività, l’acciaio sull’ovatta….
Ma con il tempo ho capito che quello che cercavo di negare era anche la mia ricchezza, quindi, paradossalmente, ho fatto della fragilità il mio punto di forza e di contatto con il mondo. È l’emotività che mi oggi fa sentire più vicina alle persone che mi circondano; che mi aiuta nei momenti difficili a dir loro parole che scaldano il cuore; che mi spinge ad abbracciare l’amico che per pudore lotta per trattenere le lacrime; che mi fa leggere la fragilità anche nel comportamento più spavaldo.
Volendo tradurre la metafora che titola questo blog in una proporzione matematica scriverei sicuramente:
acciaio: aderenza e confronto con la realtà = ovatta: condivisione autentica di pensieri ed emozioni.
Quindi credo che non si possa affrontare la complessità e la complicatezza delle vita moderna facendo a meno dell’una o dell’altra condizione, cioè senza essere al contempo un po’ovatta ed un po’ acciaio. Del resto, non è forse proprio questo contrasto che ci fa sentire tutti nel profondo un po’ più umani?
A presto