Dopo una settimana fitta di colpi di scena e voltagabbana fin troppo annunciati nei palazzi del potere italiano, mi viene una gran voglia di spegnere la TV, estraniarmi da quanto sta accadendo e di pensare ad altro, come se la disastrosa situazione politica italiana non fosse “anche” affar mio.
Mi viene in mente lo studente disincantato che viene pungolato da Robert Redford nel suo ultimo film, Leone per agnelli e mi sembra il personaggio più appropriato a rappresentare il mio stato d’animo del momento. La stessa sfiducia e lo stesso schifo provato per la classe politica che non si vergogna a mostrare il vero motivo per cui, con tanti bei discorsi, si è fatta eleggere: curarsi del proprio esclusivo tornaconto!
No, non sono nata ieri! Lo so che le cose stanno così da sempre ma non posso fare a meno di provare repulsione per un mondo di malcelata ipocrisia e trovare come unico atteggiamento possibile, dinanzi all’irrecuperabilità della classe dirigente, l’estraniazione e l’apatia.
Poi ecco che mi sovviene la lezione che Redford dà al suo studente: anche se il sistema e “i leoni” che lo dominano sono irrecuperabili, gli “agnelli” hanno il dovere di fare “qualcosa” per modificare le cose e non mortificare nella passività della resa la nostra coscienza democratica, dal momento che l’indifferenza, l’apatia e l’indolenza ci rendono, il più delle volte complici di tutto ciò per cui ci lamentiamo, senza mai tentare di far nulla in proposito.
Non dico di presentarsi in piazza o di boicottare lo status quo… invito solo me stessa e chi leggerà queste parole, a riflettere meglio sulla realtà che ci circonda, di non prendere per oro colato quanto gli altri ci offrono offrendogli su un piatto d’argento la nostra apatia… soprattutto ora che si richiedono nuove elezioni e la gara per l’accaparramento dei voti giustificherà ogni sorta di falsa promessa.
Se è vero che siamo noi gli artefici del nostro destino riflettiamo bene a chi affidare il nostro futuro poiché certamente questo è e rimane “anche” affar nostro!
Sarà la mia una voce che urla nel deserto… ma nel mio piccolo credo che sia meglio provare e non riuscire che non provarci affatto…