Ovatta ed Acciaio

Il mio fine

Utente: Aicha77
Un'anima che vuole suscitare emozioni… null’altro che emozioni!

Il perchè del titolo

Acciaio ed ovatta... un luogo virtuale in cui le parole possono essere dure come l'acciaio o accarezzare l'anima come soffice ovatta... Benvenuti!

La mia casa è la tua casa

Invitare qualcuno è lo stesso che incaricarsi della sua felicità per tutto il tempo che egli dimora sotto il vostro tetto. (Anonimo)

*******

Se esprimi un desiderio è
perchè vedi cadere una stella,
se vedi cadere una stella è perchè guardi il cielo,
e se guardi il cielo è perchè credi ancora in qualcosa...
Bob Marley

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder


lunedì, 31 marzo 2008

Io no (Jovanotti)

C'è qualcuno che fa di tutto per renderti la vita impossibile
c'è qualcuno che fa di tutto per rendere questo mondo invivibile
c'è qualcuno che fa di tutto per renderti la vita impossibile
e c'è qualcuno che fa di tutto per render questo mondo invivibile
io no, io no, io no, io no
c'è qualcuno che dentro a uno stadio si sta' ammazzando per un dialetto e c'è qualcuno che da quarant'anni continua a dire che è tutto perfetto, c'è qualcuno che va alla messa e si fa anche la comunione e poi se vede un marocchino per strada vorrebbe dargliele con un bastone
ma a questo punto hanno trovato un muro un muro duro molto molto duro a questo punto hanno trovato un muro un muro duro molto molto duro
siamo noi, siamo noi, siamo noi, siamo noi
C'è qualcuno che fa di tutto per render la vita impossibile
c'è qualcuno che fa di tutto per renderti questo mondo invivibile
e c'è qualcuno che in una pillola cerca quello che non riesce a trovare allora pensa di poter comprare ciò che la vita gli può regalare
io no, io no, io no, io no
ci sono bimbi che non han futuro perché magari qualcuno ha deciso ci sono bimbi che non nasceranno e se ne vanno dritti in paradiso perché da noi non c'è posto per loro o solamente non erano attesi ci sono bimbi che non nasceranno perché gli uomini si sono arresi
c'è qualcuno che fa di tutto per renderti la vita impossibile
c'è qualcuno che fa di tutto per render questo mondo invivibile
ma a questo punto hanno trovato un muro un muro duro molto molto duro a questo punto hanno trovato un muro un muro duro molto molto duro
siamo noi, siamo noi, siamo noi, siamo noi
vorrei vedere i fratelli africani aver rispetto per quelli italiani vorrei vedere i fratelli italiani aver rispetto per quelli africani per quelli americani per quelli africani e quelli americani per quelli italiani quelli milanesi per quelli palermitani napoletani
Roma Palermo Napoli Torino siamo noi siamo noi
C'è qualcuno che fa di tutto per renderti la vita impossibile
c'è qualcuno che fa di tutto per render questo mondo invivibile
c'è qualcuno che fa di tutto per renderti la vita impossibile
c'è qualcuno che fa di tutto per render questo mondo invivibile
ma a questo punto hanno trovato un muro un muro duro molto molto duro a questo punto hanno trovato un muro un muro duro molto molto duro
siamo noi, siamo noi.
 
Dedico il post di oggi a questa canzone affinché dinanzi alla dilagante massificazione del pensiero si abbia, quando occorre, sempre il coraggio di urlare IO NO,  IO NON CONDIVIDO!
 

Condiviso da: Aicha77 alle ore 15:06 | link | commenti (12)
categorie: musica suggestione dell anima, spoliticando
giovedì, 27 marzo 2008

Terra Mia (Pino Daniele)

Comm'è triste, comm'è amaro
Assettarse pe guardà' tutt'e ccose
Tutt'è parole ca niente pònno fa'
Si m'accido ie agg'jettato chellu ppoco 'e libertà
Ca sta' terra, chesta gente 'nu juorno m'adda da'
Terra mia terra mia
comm'è bello a la penzà'
Terra mia terra mia
comm'è bello a la guardà
Nun è overo nun è sempe 'o stesso
Tutt'e juornë po' cagnà'
Ogge è deritto, dimane è stuorto
E chesta vita se ne và
'E vecchie vanno dinto a chiesa
Cu' a curona pe' prià'
E 'a paura 'e chesta morte
Ca nun ce vo' lassà'
Terra mia terra mia
Tu si' chiena 'e libbertà
Terra mia terra mia
I' mò sento 'a libbertà.
 
  
“I napoletani oggi sono una grande tribù che anziché vivere nel deserto o nella savana, come i Tuareg o i Boja, vive nel centro di una grande città di mare.
Questa tribù ha deciso – in quanto tale, senza rispondere delle proprie possibili mutazioni coatte - di estinguersi, rifiutando il nuovo potere, ossia quello che chiamiamo la storia, o altrimenti, la modernità.
La stessa cosa fanno nel deserto i Tuareg  o nella savana i Boja ( o fanno anche, da secoli, gli zingari): è un rifiuto, sorto nel cuore della collettività; una negazione fatale contro cui non c’è nulla da fare.
Essa dà una profonda malinconia, come tutte le tragedie che si compiono lentamente; ma anche una profonda consolazione, perché questo rifiuto, questa negazione alla storia, è giusto, è sacrosanto”.
Pier Paolo Pisolini.
 
Questa città così ben descritta dal poeta rimane oggi un luogo immaginario che ancora sopravvive dentro alcuni napoletani; un luogo dell’anima riluttante ai falsi valori della modernità ed indifferente alla sua seduzione. È quel sentimento che oggi ci fa sentire mortificati e vinti quando udiamo dentro l’urlo strozzato della nostra terra straziata.
 

martedì, 25 marzo 2008

Ad un passo dal cielo

Le Meteore (Grecia)

È stupefacente notare di che cosa è stato capace l’uomo nel corso dei secoli per potersi avvicinare a Dio…
Ieri riguardavo le foto scattate nell’estate 2005 in Grecia e mi sono ritrovata a provare lo stesso emozionato stupore di quando vidi la prima volta queste rocce stagliarsi imponenti sulla pianura circostante.
Forme e grandezze così dissonanti con il resto del panorama che mi facevano pensare allo scherzo di qualche titano che per divertirsi un po’ aveva trasportato lì i suoi balocchi, così, solo per il mero gusto di suscitare meraviglia attonita  nei pellegrini.
Poi cerchi di guardare in sù, fino alla sommità della roccia e ti sorprendi nuovamente nello scorgere quelle mistiche costruzioni scavate nella roccia a testimonianza dell’atavica volontà di alcuni uomini di isolarsi dal resto del mondo per agevolare la loro elevazione spirituale.
Eh, si! Una volta che vi entri e respiri a pieni polmoni la struggente grandezza del Creato in una cornice di intensa spiritualità ti rendi conto di quanto sia irrilevante l'esistenza umana ed i suoi affanni in mezzo all'Universo infinito.
Un ricordo che diviene pensiero e poi esercizio, un modo per ridimensionare con filosofia le proprie inquietudini quotidiane.
Spero, con questo collage di foto, di essere riuscita a rendere onore a tanta magnificenza.

venerdì, 21 marzo 2008

Stregata dalla luna

Splendida luna

Di stelle stasera non se ne vedono ma tra le nuvole splende una magnifica luna piena. Io la guardo e come sempre, da quando ti conosco, non posso non pensare a quanto siete belle…. Notte piccola luna!


mercoledì, 19 marzo 2008

Quando, purtroppo per noi, il bicchiere è mezzo vuoto…

“Ed è inutile continuare a farsi delle illusioni su quello che dovrebbe essere, perché purtroppo la Storia non è così.
Non avviene quello che è giusto che avvenga, non avviene quello che è morale che avvenga.
Avviene quello che le forze sul terreno di battaglia, le forze geopolitiche portano a realizzarsi.”
Tiziano Terzani da “Fantasmi. Dispacci dalla Cambogia”
  
Un pensiero corre veloce alle vittime di tutti i conflitti, a quelle portate alla ribalta dai media ma soprattutto a quelle che in silenzio continuano a soccombere in tutti i paesi sperduti della terra: vittime due volte perché a loro la Società globale non perdona di  essere cadute nel gelido calderone dell’indifferenza… quello degli orrori che non fanno più notizia.

domenica, 16 marzo 2008

Riflessioni in un giorno qualunque

Oggi mentre ascoltavo la rappresentazione della passione di Cristo, riflettevo su quanta forza evocativa hanno le parole quando vivi un particolare stato d’animo…
Raramente in chiesa la mia attenzione rimane concentrata a lungo su quanto “l’uomo di Dio” tra i suoi paramenti sacri va trattando con noi profani, difficilmente riesco a frenare la mia mente dal suo divagare. Ma oggi è stato diverso.
Ascoltare quel brano del vangelo recitato a più voci ha rapito i miei pensieri, mi sembrava di essere lì con Lui prima nel Getsemani e poi con Pilato dinanzi alla folla in tumulto, e in entrambi i casi ho avvertito amaramente il tradimento, ho sentito sulla mia pelle l’ingratitudine delle genti che fino a poco prima pendevano dalle sue labbra. “A morte” urlarono più volte. “Crocifiggilo”. E quando Pilato chiese loro se erano consapevoli di condannare un innocente loro risposero sicuri “Il sangue suo cada su di noi e sui nostri figli”. E da allora il sangue dei giusti, degli innocenti, dei deboli purtroppo non ha più smesso di imbrattare la nostra amata e odiata terra.
Le cronache attuali di morte e sfacelo ne sono una prova; lo sono i falsi toni di sdegno con cui i potenti della terra condannano i moti di violenza; lo è l’opinione pubblica che si mobilita per l’una o l’altra causa sobillata, o peggio, manovrata dai media perché, si sa, il gregge va guidato…
E alla fine anche la peggiore notizia finisce col perdere il suo carico di sensazionalismo.
Si continua a mangiare, chiacchierare, giocare mentre le “stesse solite” immagini scorrono cruente su un video tra uno zapping e l’altro. Persino il fallo tecnico di un giocatore di serie B o l’amorazzo di una velina finisce per risultare più interessante di un bambino che giace tra le rovine o di un monaco tibetano il cui mantello ha acquistato un’altra piccola e dinamica tonalità di rosso.
Con il solito "Ma io del resto che posso mai fare da qui?" ci crogioliamo nella nostra condizione di spettatori inerti e rassegnati.
Clinicamente si potrebbe spiegare tale atteggiamento con le ben note teorie darwiniane… Con il tempo le coscienze finiscono per anestetizzarsi dinanzi a tutta questa violenza perchè questa infastidisce, perché questa destabilizza, perchè ad un certo punto per non impazzire deve purtroppo prendere il sopravvento l’“istinto di sopravvivenza”.
Ma amaramente mi chiedo a cosa servirà mai sopravvivere se con il tempo si finisce per perdere in questo torpore anche quel briciolo d’umanità rimastaci…

Condiviso da: Aicha77 alle ore 23:12 | link | commenti (14)
categorie: l amaro in bocca, cio che ora sento
venerdì, 14 marzo 2008

La canzone del bambino nel vento (Auschwitz)

Affido al vento

Son morto con altri cento, son morto ch' ero bambino,
passato per il camino e adesso sono nel vento e adesso sono nel vento....
 
Ad Auschwitz c'era la neve, il fumo saliva lento
nel freddo giorno d' inverno e adesso sono nel vento, adesso sono nel vento...
 
Ad Auschwitz tante persone, ma un solo grande silenzio:
è strano non riesco ancora a sorridere qui nel vento, a sorridere qui nel vento...
 
Io chiedo come può un uomo uccidere un suo fratello
eppure siamo a milioni in polvere qui nel vento, in polvere qui nel vento...
 
Ancora tuona il cannone, ancora non è contento
di sangue la belva umana e ancora ci porta il vento e ancora ci porta il vento...
 
Io chiedo quando sarà che l' uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà...
 
Io chiedo quando sarà che l' uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà e il vento si poserà...
(Francesco Guccini)  
 
************************
Tratto da "la Repubblica" del 14 marzo 2008
Nella stanza dei bambini sterminati dai nazisti.
(…) Nell’Istituto di ricerca sui crimini nazisti di Bad Arolsen in Assia, rimasto chiuso per sessant’anni ed ora aperto per la prima volta a ricercatori e storici, esiste quella che chiamavano “la stanza dei bambini”.
Un ambiente dalle pareti bianche, raggelate dalla luce al neon, poco più grande di una cella con i suoi cinque metri per tre. In questo spazio minimo sono conservati 237mila falconi contenenti i dossier di molti ragazzi sotto i 18 anni incappati negli orrori del Terzo Reich. Dentro, leggendo tra le righe del conciso linguaggio burocratico, si immaginano storie di vite brevi e strazianti. (…)
(…) Ancora oggi, tra i faldoni usciti dai Lager con dentro le lettere dei piccoli internati, abbellite da fiorellini colorati a matita o dai disegni delle candele di natale, alcuni ragazzi di allora, ormai sessantenni, arrivano nella minuscola stanza di Bad Arolsen. Chiedono con gentilezza mista ad ansia il loro dossier, si siedono e , prendendosi la testa fra le mani, fra le lacrime girano le pagine in silenzio cercando di ricostruire il proprio passato.
 
Dinanzi a tutto quest’orrore non posso fare altro che racchiudere le mie emozioni in una breve e silenziosa preghiera con la speranza che questa, accoccolata tra le spire del vento,  si innalzi lieve laddove il vocio allegro dei bambini è ancora la musica più soave.  

lunedì, 10 marzo 2008

Attesa

Vico Equense 19_9_2007

 
Passerà….
il silenzio che invade il corpo,
il vuoto che penetra la mente,
il buio che acceca gli occhi
l’odio che colma il cuore.
 
Credevo di essere montagna,
di far paura all’uragano…
Sognavo.
Mi sono accorta di essere pianura
e che i sogni aspettano di essere sfiorati
nel vuoto, nell’attesa.
  
Questo week end per sfuggire al velo di malinconia che aveva afferrato i miei pensieri, cercavo il conforto in qualcosa che mi distraesse, che mi facesse uscire da quel loop in cui spesso si incarta la mia mente nei giorni no.
D’improvviso mi è tornato alla mente l'eco delle parole scritte su queste pagine da un’amica di viaggio… una donna speciale .
Così ho iniziato a leggere quella che lei umilmente definisce “biografia di un muto” iniziata nel maggio del 2006, facendo un viaggio a ritroso nei suoi più intimi pensieri, nella sua storia, nelle sue gioie e dolori, condividendo con lei, riga per riga, ogni emozione. Ed ecco che la tristezza ha ceduto il passo ad una maggiore autoconsapevolezza, che mi ha spinto a riportare alla giusta misura quelli che consideravo grandi ed insormontabili problemi.
Questo post lo dedico ad Angela che con la sua forza d'animo non solo ha dimostrato al "drago" il suo diritto ad esistere ma sosprattutto che vi sono tanti motivi per cui ogni giorno valga la pena di alzarsi ed inspirare con tutta l'anima la vita che ci danza intorno... un ballo intimo e passionale che ognuno ha il diritto di reclamare per sè.
 
Chi ha voglia di lasciarsi trasportare dalle emozioni consiglio di farle una visita. Il suo link è www.angelaesiste.blogspot.com ... sono certa che scuoterà qualcosa dentro anche a voi... 

sabato, 08 marzo 2008

Donna (Mia Martini)

Donne piccole come stelle
c'è qualcuno le vuole belle
donna solo per qualche giorno
poi ti trattano come un porno.
Donne piccole e violentate
molte quelle delle borgate
ma quegli uomini sono duri
quelli godono come muli.
Donna come l'acqua di mare
chi si bagna vuole anche il sole
chi la vuole per una notte
c'è chi invece la prende a botte.
Donna come un mazzo di fiori
quando è sola ti fanno fuori
donna cosa succederà
quando a casa non tornerà.
Donna fatti saltare addosso
in quella strada nessuno passa
donna fatti legare al palo
e le tue mani ti fanno male.
Donna che non sente dolore
quando il freddo gli arriva al cuore
quello ormai non ha più tempo
e se n'è andato soffiando il vento.
Donna come l'acqua di mare
chi si bagna vuole anche il sole
chi la vuole per una notte
c'è chi invece la prende a botte.
Donna come un mazzo di fiori
quando è sola ti fanno fuori
donna cosa succederà
quando a casa non tornerà
 
Con la speranza che tra mazzi di fiori e scatole di cioccolatini si dedichi almeno un istante a quell’altra parte del cielo… quella che vive, sente e soffre e di cui nessuno parla finchè non diventa un altro numero nella desolata casistica delle pagine di cronaca….

giovedì, 06 marzo 2008

Per chi la Natura è anche emozioni...

Piogge acide, disboscamento selvaggio e deterioramenti gratuiti da parte dell’uomo. Sono solo alcune delle battaglie che i vecchi alberi secolari hanno affrontato e vinto. Altre non le immaginiamo nemmeno.
Noi assistiamo solo allo spettacolo di una vita che è più intima e più discreta della nostra... una vita che si svolge in silenzio...

Condiviso da: Aicha77 alle ore 14:57 | link | commenti (9)
categorie: ti mozza il fiato, l abbraccio della natura

Carpe diem

Frammenti di Alterità

*loading* anime erranti

Ovatta

Soffice ovatta colorata di vento scendi lenta quando l'orologio segna le ore dell'alba.
Con i tuoi fantasmi di nuvole perse ti diverti a disegnare sui muri avanzi di baci sfuggiti ai cuscini della notte. (Ovidio)

Acciaio

Vorrei avere un cuore d'acciaio
e occhi duri da puntare addosso
come lame taglienti
pronte a ferire
come cannoni
pronti a colpire
un cuore sempre in viaggio
con la sabbia tra i piedi
e giorni di cammino per arrivare al mare per arrivare al mare
un cuore che nessuno mai nessuno possa dimenticare
(Luca Barbarossa)



Per dovere di cronaca..

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicita'.
Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.