Ovatta ed Acciaio

Il mio fine

Utente: Aicha77
Un'anima che vuole suscitare emozioni… null’altro che emozioni!

Il perchè del titolo

Acciaio ed ovatta... un luogo virtuale in cui le parole possono essere dure come l'acciaio o accarezzare l'anima come soffice ovatta... Benvenuti!

La mia casa è la tua casa

Invitare qualcuno è lo stesso che incaricarsi della sua felicità per tutto il tempo che egli dimora sotto il vostro tetto. (Anonimo)

*******

Se esprimi un desiderio è
perchè vedi cadere una stella,
se vedi cadere una stella è perchè guardi il cielo,
e se guardi il cielo è perchè credi ancora in qualcosa...
Bob Marley

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lunedì, 30 giugno 2008

Scorcio di Capri

Pomeriggio d’estate: per me queste due parole sono sempre state le più belle del dizionario. (Edith Wharton)

sabato, 28 giugno 2008

L 
Prigioniero di medici, capuffici e caporioni,
dormo poco e sogno molto.
Scrivo versi d’evasione.
 
Non mi piacciono i poliziotti del cuore,
quelli che arrestano l’anima e
 ammanettano le emozioni.
 
Sfuggo da quella polizia.
Corro dietro la poesia.
 
Dal film “L’amore ritorna” di Sergio Rubini

mercoledì, 25 giugno 2008

Nowhere

Nowhere

Nowhere è la traduzione di nessun posto, ma significa anche fuori dal tempo e senza un perché.
Luoghi che hanno un comune denominatore: sono terre di nessuno, prive di alcunché di familiare, lontane da qualsiasi punto di riferimento.
Luoghi dove spesso si finisce per caso, e ci si trova disorientati.
Parte di quella gioia carica di tensione che si prova partendo per un”non luogo” è che ci si rende conto ben presto che le cose interessanti da vedere sono meno importanti di ciò che si vede, oppure di ciò che vedi ma che mai ti saresti aspettato di vedere.
Il viaggiatore cerca di scivolare nelle fenditure tra ciò che era nelle sue intenzioni e ciò che invece è nella realtà, squarci in cui non trova assolutamente niente, e in grande abbondanza.
In questi luoghi le giornate trascorrono in modo piuttosto strano, come se fossi arrivato in uno spazio onirico in cui passeggi lungo i corridoi paralleli della tua mente.
La capacità di sorprendere del mondo è infinita. E imprevisti nel percorso possono anche cambiarci la vita, offrendoci suggestioni e rivelazioni inimmaginabili…
Nowhere è il non luogo, fuori dal tempo e senza un perché, di cui ho bisogno quando il caos del mondo esterno non mi dà pace. Un non luogo di cui solo il cuore conosce quel sentiero che, se seguito senza alcuna remora,  ti porta dritto dritto fino a casa … un non luogo dove spesso ritrovo la mia anima…

lunedì, 23 giugno 2008

Che calore (Pino Daniele)

Tratta dal Web

Che calore che calore
Comme coce 'o sole
S'è miso justo 'ncapa
'E nun ce fa' faticà'
 
Che calore che calore
Stongo tutto surato ; è meglio
Ca levàmmo mano nun ce stà niente 'a fa'
 
I' mo' moro cu' 'stu calore
Nun me fide cchiù
Stongo una zuppa 'e surore
E si m'arraggio nun fatico cchiù…
 
Che calore che calore
Dice 'a chiattona
Saglienne 'e grare nun ce 'a fa
Che calore che calore
 
Dice 'o guaglione
Si se scassano 'e tazze l'aggio 'a pavà'
 
I' mo' more cu' 'stu calore
Nun me fide cchiù
Stongo una zuppa 'e surore
E si m'arraggio nun fatico cchiù…
 
 
Qui a Napoli si crepa… e lì da voi?

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categorie: smile, musica suggestione dell anima, cio che ora sento
domenica, 22 giugno 2008

Cancro

Raramente il mondo vi vede per quello che siete. Malgrado la vostra bravura ad ingannarlo con una forma che in qualche modo lo soddisfi, non siete affatto falsi, perché la vostra intenzione non è ingannare, ma solo difendere quel nucleo profondo, troppo vivo per reggere l’impatto con la sordità, la durezza, la grossolanità.
Succede, che per “simpatia” con l’anima arida del mondo, fate pure i brillanti, i disinvolti, quelli che reggono la parte del personaggio di successo. Ma mai fino al punto di essere privi di scrupoli, di diventare canaglie.
In fondo, per voi il mondo superficiale, rapido, è rubbish, spazzatura, da cui non farsi toccare più di tanto.
 
********
 
C’è una zona non indifferente del vostro spirito che loda la solitudine dei boschi e dice che nella vita selvaggia si conserva il mondo.
C’è una zona nel vostro cervello dove le parole non ruotano, e la vegetazione esuberante, che è respiro e profumo, cresce.
L’economico e l’apparente non hanno spento l’invisibile presenza di qualcosa che si può chiamare natura.
Se ogni tanto vi capita di essere pensierosi, non è solo perché manca questa o quella cosa o non s’è raggiunto un obiettivo, ma perché sono sparite le api e le antiche amiche: lucertole equilibriste, dolci marmotte, lucciole, bisce umoriste. E pure olmi, salici, frassini, meli, faggi...
 
 
Oggi il sole entra nel segno del Cancro, il mio segno zodiacale.
Pur non essendo una fissata degli oroscopi, ammetto che di tanto in tanto vado a dare una sbirciatina a quanto sostengono i presunti astrologi, più che altro per farmi sull’oracolo del nuovo millennio una allegra risata.
Tuttavia per tale occasione voglio pubblicare ciò che ho letto a proposito del mio segno qualche tempo fa.
Una descrizione, soprattutto la seconda, che sento così vicina al mio mondo interiore da non essere più riuscita a scordarla…

Condiviso da: Aicha77 alle ore 12:06 | link | commenti (8)
categorie: viaggi fuori e dentro di me
mercoledì, 18 giugno 2008

L’antidepressivo più efficace...

La mia Aicha

La mia Aicha

Mi sembra giunto il momento di presentarvi Aicha... il lenitivo più dolce per le ferite della mia anima…

Condiviso da: Aicha77 alle ore 11:30 | link | commenti (42)
categorie: cio che ora sento, un occasione per emozionare
lunedì, 16 giugno 2008

Ischia a prua...

“Buon vento” è un tipico augurio da marinai. Marinai veri, quelli di una volta, abituati ad andare per mare senza l’ausilio di motori, confidando solo nella propria conoscenza degli elementi e nel favore di Eolo.

È un augurio che evoca vele maestosamente gonfie, bianchi baffi schiumosi a prua e la promessa di un più rapido arrivo in porto… ovunque esso sia…


Quasi 40 (Tiromancino)

Oh mamma ho quasi 40 anni
che cazzo ho fatto fino ad adesso
ho avuto il modo ed anche il tempo di cambiare
e l’ho passato a improvvisare
ma mi vuoi bene lo stesso.
 
Oh mamma mamma ti ricordi
per me ti preoccupavi spesso
e invece vedi
sono diventato un uomo
mi sposo e faccio un figlio adesso
così lo porti a spasso
 
E ho avuto culo di non perdermi per strada
e non drogarmi troppo
e se non fosse stato per la musica
magari sarei morto
chissà chissà
 
Tu sai che la realtà
Oh mamma
 
Oh mamma ho quasi 40 anni
non me ne sento neanche 20
e ho realizzato che il tempo è maledetto e si diverte a passare per vederci cambiare.
 
Tu invece mamma resti uguale
anzi mi sembri anche più bella
sono sicuro che magari tra cent’anni volerai su una stella per virare sulla Terra.
 
Io nel frattempo continuo ad improvvisare
non preoccuparti troppo
anche se sono già passati 40 anni
non me ne sono accorto
chissà chissà
 
chissà come sarà
oh mamma
 
@Al Cacciatore di sorrisi
Che tu non debba andare mai troppo lontano per trovare ciò che desideri…

mercoledì, 11 giugno 2008

Un piccolo dono x voi

Per ringraziarvi della vostra vivace partecipazione al precedente post voglio condividere con voi un brano che sento apprezzerete molto. Del resto non si discosta poi tanto da quanto argomentato nel post stesso…
Si intitola “Llorando” e fa parte della colonna sonora del film Mulholland Drive di David Linch, un film che definire surreale è dire poco. Si giunge ai titoli di coda con un’espressione stupefatta sul viso allorché ci si vede capovolgere in un attimo quello che era il filo logico finora seguito… non aggiungo altro nel caso qualcuno di voi, incuriosito, voglia vederlo…
Comunque, a parte le dovute perplessità che il film lascia ai neofiti della cinematografia linchiana, e a dir il vero occorrerebbe vederlo più di una volta per poterlo “comprendere” e apprezzare a dovere, mi è rimasta dentro questa splendida canzone cantata a cappella da Rebekah del Rio.
Appena parte il video chiudete gli occhi e lasciatevi struggere l’anima dalla sua voce. Vivrete un’esperienza sensoriale coinvolgente…
Buon ascolto.
Aicha
 
www.youtube.com/watch

              

               Llorando                                                          Piangendo

Yo estaba bien por un tiempo
volviendo a sonreír
Luego anoche te vi
tu mano me tocó
y el saludo de tu voz
Y hablé muy bien
y tú sin saber
que he estado
llorando por tu amor
llorando por tu amor
Luego de tu adiós
sentí todo mi dolor
Sola y llorando, llorando, llorando
 
No es fácil de entender
que al verte otra vez
yo esté llorando
Yo que pensé que te olvidé
pero es verdad, es la verdad
que te quiero aun más
mucho más que ayer
Dime tú que puedo hacer
¿No me quieres ya?
Y siempre estaré llorando por tu amor
llorando por tu amor
Tu amor se llevó
todo mi corazón
Y quedo llorando, llorando, llorando, llorando
por tu amor
Sono stata bene per un po'
tornando a sorridere
ma ti ho visto ieri sera.
Mi hai toccato con la tua mano
e con il saluto della tua voce
tu parli molto bene
senza sapere
che sto
piangendo per il tuo amore
piangendo per il tuo amore
Dopo il tuo addio
sentendo tutto il mio dolore
da sola e piangendo, piangendo, piangendo,
 
Non è facile da capire
che al vederti un'altra volta
io sto ancora piangendo.
Io pensavo che te avessi dimenticato
ma la verità è la verità
che ti chiedo ancora
molto più di ieri.
Dimmi tu cosa devo fare,
non mi chiedere però
di stare sempre a piangere per il tuo amore
a piangere per il tuo amore
il tuo amore prendi
tutto il mio cuore
e vedi che sto piangendo, piangendo, piangendo, piangendo
per il tuo amore
 
 

domenica, 08 giugno 2008

Parentesi sull’amore - I parte

Amare, e farsi male.
L’amore è un reato. È un mestiere faticoso, usurante, apparentemente poco remunerativo, e lo si pratica solo perché nessuno può vivere senza. Assomiglia a un vizio, a quelle pratiche proibite e clandestine che il buonsenso sconsiglia di compiere, e che però si compiono ugualmente.
La cosa più tipica di un reato è che molto di rado – solo in caso di follia o possessione o perdita di controllo – lo si commette una volta sola. Per lo più lo si ripete, come un errore.
La reiterazione del reato è, per la legge, quasi più grave del reato stesso. Ma la matematica sentimentale non conosce l’addizione, e un errore non si somma mai al precedente: lo si spinge solo un po’ oltre.
In amore gli uomini e le donne si comportano spesso come il cane di Pavlov, che sottoposto ad uno stesso stimolo finì per reagire nello stesso modo anche quando la fonte dello stimolo era scomparsa da tempo. E così ripetono gli stessi passi, inciampano nello stesso ostacolo, sbattono contro la stessa persona (anche se ha cambiato faccia e nome) prima di capire che stanno rivivendo il loro passato e che si sono persi.
Un addestratore di cani Inuit che ho conosciuto a Montreal sostiene che solo il ricordo di un dolore intenso spezza l’automatismo del comportamento ed induce l’animale a reinventarsi un’alternativa positiva.
Temo che sia vero per tutti noi.
Melania Mazzucco
 
 
Apro con questo post una breve parentesi sull’amore. I miei ospiti più attenti avranno certamente notato l’assenza nel mio piccolo mondo di post dedicati all’amore, intendendo con ciò esclusivamente il rapporto sentimentale che lega due persone.
Questa è stata una scelta consapevole che ho perseguito con coerenza fin dalla prima frase impressa su queste pagine. Questo perché, incidendo fortemente sulla sfera intima e privata della mia persona, è un tema delicato che ha bisogno di molto più tempo per poter essere manifestato lealmente.
 
La motivazione di questo post, come dell’altro che seguirà a breve, che per onestà ripeto esula da ogni particolare coinvolgimento emotivo, sta semplicemente nel tentare con imparzialità di porre in primo piano una prospettiva alternativa sul modo di affrontare tematiche inerenti all’Amore, sollecitare cioè la riflessione su argomentazioni che, pur andando contro la visione di questo sentimento accettata e condivisa dalla maggior parte della gente, merita in ogni caso l’attenzione delle persone sensibili che frequentano il mio mondo con interesse.
Sono certa che questo brano della scrittrice Mazzucco, come le mie stesse parole, susciteranno in voi reazioni contrastanti…
Sarei lieta se condivideste con me la vostra idea a riguardo… nell’attesa io mi accoccolerò qui con il naso all’insù e attenderò l’arrivo dei miei cirri d’ovatta… quelli che mi faranno sembrare il cielo immenso un po’ più familiare…
 

Carpe diem

Frammenti di Alterità

*loading* anime erranti

Ovatta

Soffice ovatta colorata di vento scendi lenta quando l'orologio segna le ore dell'alba.
Con i tuoi fantasmi di nuvole perse ti diverti a disegnare sui muri avanzi di baci sfuggiti ai cuscini della notte. (Ovidio)

Acciaio

Vorrei avere un cuore d'acciaio
e occhi duri da puntare addosso
come lame taglienti
pronte a ferire
come cannoni
pronti a colpire
un cuore sempre in viaggio
con la sabbia tra i piedi
e giorni di cammino per arrivare al mare per arrivare al mare
un cuore che nessuno mai nessuno possa dimenticare
(Luca Barbarossa)



Per dovere di cronaca..

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