Ovatta ed Acciaio

Il mio fine

Utente: Aicha77
Un'anima che vuole suscitare emozioni… null’altro che emozioni!

Il perchè del titolo

Acciaio ed ovatta... un luogo virtuale in cui le parole possono essere dure come l'acciaio o accarezzare l'anima come soffice ovatta... Benvenuti!

La mia casa è la tua casa

Invitare qualcuno è lo stesso che incaricarsi della sua felicità per tutto il tempo che egli dimora sotto il vostro tetto. (Anonimo)

*******

Se esprimi un desiderio è
perchè vedi cadere una stella,
se vedi cadere una stella è perchè guardi il cielo,
e se guardi il cielo è perchè credi ancora in qualcosa...
Bob Marley

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venerdì, 31 ottobre 2008

da Donna Moderna


Non la si usa in modo spropositato, come “percorso” o la “situazione”, ma la si usa quasi sempre a sproposito, la parola “poesia”.
Forse perché del vero significato se ne ha un’idea oscura e indistinta, la si appiccica a tutto come un marchio prestigioso, di cifra indecifrabile, come quel “non so che” evocativo di qualcosa che ha a che fare col bello, con la fantasia o con l’emozione.
Così il piatto di un cuoco, una pedata di un calciatore, la sequenza di un film, gli accordi di una canzonetta, e persino un paio di mutande possono essere (o avere) la loro “poesia”.
Uffa: non c’è poesia che la poesia, che è un oggetto fatto solo di parole, di sole parole fatte versi.
“La poesia, in sé”, dice il vero poeta, “non esiste: esiste soltanto, di volta in volta, e ogni volta inaudita, ogni volta imprevedibile e irrecusabile, ogni volta identica solo a se stessa, nelle parole dei poeti”.

Patrizia Valduga

Io trovo che la poesia sia ovunque intorno a noi, pronta a coinvolgere nel suo caldo abbraccio ogni anima che non abbia alzato un muro tra sé e le emozioni…
Senza scendere nelle esagerazioni poste ad esempio dalla Valduga, credo che ogni oggetto capace di suscitare  anche solo per un istante qualche emozione nel nostro intimo sia dotato di una sua personale poesia… lirismo che usa canali di comunicazione che gli son propri e che può essere “accolto” solo una mente disposta, dinanzi a questa frenetica vita di oggi, a lasciarsi ancora andare ad un senso di “incantato stupore”…
Se vi va, se vi sentite intimamente coinvolti, vi invito a dire la vostra…

lunedì, 27 ottobre 2008

Fondente antinfiammatorio

Da web

6,7 grammi di cioccolato al giorno, ovvero il peso medio di un cioccolatino: sarebbe la quantità ideale per proteggersi contro infiammazioni e malattie cardiovascolari.

Un effetto collaterale dimostrato da uno dei più ampi studi epidemiologici  condotti in Europa: il Progetto Moli-sani.

La ricerca, effettuata presso i Laboratori di Ricerca dell’università Cattolica di Campobasso, in collaborazione con l’Istituto dei Tumori di Milano, ha coinvolto oltre 20.000 abitanti cui sono stati monitorati il livelli della Proteina C reattiva, un “marker” individuabile con una semplice analisi del sangue.

Il team di ricercatori ha comparato i valori di questa proteina presenti nel sangue delle persone esaminate, con le quantità di cioccolato che mangiavano abitualmente. In particolare, su 11.000 soggetti, ne sono stati identificati 4.849, in buona salute e senza fattori di rischio di cui 824 consumano regolarmente cioccolato fondente.

Risultato? I consumatori abituali moderati hanno nel sangue valori di proteina C reattiva più bassi rispetto al gruppo che non mangia cioccolato. Quindi l’elevato contenuto in antiossidanti dei semi di cacao è effettivamente in grado di tenere sotto controllo lo stato infiammatorio, se però il consumo è moderato….

Un motivo più che valido per concedersi un piccolo momento di vero godimento senza farsi assalire dai soliti sensi di colpa…. ;)


Condiviso da: Aicha77 alle ore 18:46 | link | commenti (33)
categorie: smile, conquista il podio, cibo bisogno d amore
mercoledì, 22 ottobre 2008

Ti riconosco dentro di me...

Empatia di Lorenzo Basile

“Addio,” disse la volpe. “Ecco il mio segreto. E’ molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”.
(Da "Il piccolo principe" di Antoine de Saint-Exupéry)

Se ci fosse più empatia nel cuore di ogni essere umano il mondo sarebbe completamente diverso. Se le persone fossero empatiche l’una con l’altra non si ucciderebbero, non si farebbero del male.
L’empatia è un sentimento pacifico, forse il più pacifico dei sentimenti.
Non puoi fare del male a qualcuno se senti la sua anima, se percepisci il suo dolore, se conosci la sua vita.
Solo quando rendi il tuo nemico qualcuno di diverso da te, qualcuno che non sei tu, solo allora puoi fargli del male.
L’empatia si insegna. È un’educazione affettiva, un modo di guardare al mondo, di mettersi in corrispondenza con gli altri. Senza l’empatia non puoi capire profondamente cosa muove davvero le persone a fare quello che fanno. La distanza emotiva non ti aiuta a capire cosa succede.
L’empatia invece è quella capacità di leggere fra le righe, di captare le spie emozionali, di cogliere anche i segnali non verbali indicatori di uno stato d’animo e di intuire quale valore rivesta un evento per chi ti sta di fronte, senza lasciarsi guidare dai propri schemi di attribuzione di significato.
Occorre semplicemente mettersi in ascolto.
L’empatia tuttavia non è un semplice ascoltare gli altri. È piuttosto un sentire, un sintonizzarsi. Ascoltare non è tutto. Le persone ascoltano ma non sentono o sentono ma non ascoltano.
Seguono le tue parole, magari rispondono, ma non sempre pensano a cosa sarebbe per loro se gli capitasse quello che è capitato a te.
C’è un ascolto emotivo, che è ascolto reale, che viene dimenticato. Ed è poco praticato perché è coinvolgente, muove i tuoi sentimenti, smuove quello che hai dentro.  E questa è una cosa che le persone non vogliono fare, ma la realtà è che le nostre vite emotive sono simili, ovunque nello spazio, ovunque nel tempo, oggi come allora.
Le donne sono educate ed incoraggiate fin da piccole a essere più empatiche  degli uomini. È un fatto culturale. Non c’è nessun motivo per cui un uomo non possa essere empatico quanto una donna. Le capacità sono le stesse, è solo una questione di tirarle fuori…
Infatti la nostra biologia, senza alcuna sorta di discriminazione, ci predispone all’empatia con gli altri mediante i cosiddetti “neuroni specchio” che ci consentono di simulare nel nostro cervello quello che gli altri fanno, e di capire le loro emozioni, di intuire cosa si agiti in loro, come si sentano in una situazione e cosa realmente provino al di là di quello che esprimono verbalmente.
È come se anche l’evoluzione ci avesse predisposto all’empatia.
E allora perché non utilizzarla come strumento di crescita e di miglioramento di quella specie che, nonostante tutto il male inoculato volente o nolente in ogni anfratto della nostra Terra, ama ancora considerarsi “umana”?

domenica, 19 ottobre 2008

I figli...strana razza!

Un modo come un altro per sorridere sull’universo “figli”… sarei curiosa di ricevere commenti da chi nella condizione di genitore è già stato promosso...
Per quanto mi riguarda... io continuo a ridermela dallo status di perenne "bambocciona"… ;)
Buona domenica
Aicha

Figli1

figli2

filgi3

filgi4


Condiviso da: Aicha77 alle ore 13:07 | link | commenti (19)
categorie: smile
venerdì, 10 ottobre 2008

Chi trova un amico trova un tesoro…

Sono lì accanto a voi. Vi seguo con lo sguardo. Spesso vengo maltrattato ma ancor di più, per fortuna mia, amato. Passo dopo passo viviamo assieme una parte della vita. Faccio mille lavori e salvo spesso vite umane, ma nonostante questo mi fate fesso.
Sono bisognoso d’affetto e quando mi viene dato lo restituisco con gli interessi.

lillo il trovatello

Vengo scelto ahimè per la razza, ma non sono razzista.
Vi costringo ad uscire anche quando siete pigri, ma non esco mai quando lo sono io.
Posso essere un bastardo, ma non mi comporto come tale. A volte dei bipedi mi fanno combattere, altre volte sono in gabbia in attesa di un bipede che mi ami.
Non amo l’autostrada dove, tradendo il mio amore, vengo tristemente abbandonato.
Sono un ottimo antidepressivo. Amo i divani.
Si parla molto di me per pochi morsi dati e poco di voi per i maltrattamenti che ho subito.
A volte vengo avvelenato… e da qualcuno pure mangiato. Non è colpa mia se i bipedi che porto a spasso non raccolgono la mia cacca.
Mi trovate sotto l’albero per Natale specie se vengono seguite le mode. Sono fedele, molto più dei vostri partners, e darei la vita per voi. Tengo lontano gli spacciatori dalle aree verdi. Sono pure un poliziotto… e anche un attore.
Sono il vostro migliore amico e chi trova un amico trova un tesoro.
Sono un cane, di razza o meticcio, da canile o da strada. Poco importa.

Lillo mogio
 
Ho chiesto al bipede mio amico di scrivere quest’articolo perché ho delle richieste sindacali da farvi e un messaggio da consegnarvi:
Voglio entrare in autogrill. Non capisco perché mi è vietato e soprattutto: li avete visti quella sorta di Fido Park autostradali? Andateci voi!
Voglio più spazi verdi promiscui in cui posso stare libero, a patto di non mordere naturalmente.
Voglio andare al cinema all’aperto d’estate.
Ogni tanto e con moderazione voglio poter abbaiare in santa pace.
Voglio andare al mare. Niente ghetti per me.
Pene severe per chi mi fa combattere.
Niente fiocchi e inutili sfilate. La moda non fa per me.

Lillo oggi

Vi propongo un’alleanza in quanto ciò che va bene a me, se leggete con attenzione, può andare bene pure a voi. Cambiamo il mondo insieme, uniti nelle diversità. Ossia la mia zampa vale molto più di un voto.

Condivido con voi quest’articolo di Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Antonino Caponnetto.
Il cagnolo che ho scelto come testimonial è Lillo, un meticcio di quasi due anni sottratto ad una vita di stenti da me e mia madre in una piovosa mattina del marzo 2007 e che ora, adottato da mio fratello e sua moglie, fa “l’emigrante” a Torino…

Dedicato a tutti quelli che animano i cani e gli animali in genere… incondizionatamente… 

domenica, 05 ottobre 2008

Un’effimera magia che incanta l’anima…

Con l’arrivo improvviso ed inaspettato del gelo mi ero quasi rassegnata alla tristezza di dover assistere impotente all’apoteosi dell’autunno che, con un velo misericordioso, cela alla Terra la vista della nudità che recherà l’inverno.
Malinconica stavo raccogliendo alcune foglie morte dal mio giardino quando, tra tutto quel naturale disfacimento, il mio sguardo è stato stregato dal pulsare della vita nascente…un piccolo emozionante miracolo che mi ha destata dal grigio torpore.

Chi ha imparato a conoscermi sa che non esagero irragionevolmente nell’uso di questo termine quando si tratta della Natura…
Infatti, la cosa prodigiosa era che il soffio vitale riappariva, con mia emozionata sorpresa, su una pianta che in passato mi aveva colpita proprio con la sua effimera ma poetica vita…

Era agosto quando condivisi con voi la commozione suscitata da questo fiore misterioso che sbocciava di notte per poi all’alba dire per sempre addio a questo mondo…
Potete capire quindi il mio stupore quando, tra le altre piante tuttavia in fiore, vedo queste splendide protuberanze apparire nuovamente su quelle esili foglie.

Reginadellanotte

Reginadellanotte 
 
Reginadellanotte

Reginadellanotte

Reginadellanotte

Era come trovarsi dinanzi al goffo bruco pregustando già l’incanto di quando si librerà leggiadro nell’aria con la sua mirabile veste di farfalla.

Grazie agli amici di Giardinaggio.it, Erica in particolar modo, sono riuscita per la prima volta a dare un nome a questo prodigio: Epiphyllum oxypetalum, più comunemente nota come Regina della notte…e, credetemi, mai nome è calzato tanto a pennello su una cosa come capita con questa dea della natura…

Ora, se mi concedete un po’ del vostro tempo, condividerò con voi la commozione che suscita l’effimera esistenza di una regina…una magia che ti rapisce l’anima e la sospende nello spazio e nel tempo carezzandola con la struggente bellezza del suo incanto…

Guardatelo fino in fondo e finalmente capirete perché non esagero quando, qualche volta, uso la parola miracolo…


Carpe diem

Frammenti di Alterità

*loading* anime erranti

Ovatta

Soffice ovatta colorata di vento scendi lenta quando l'orologio segna le ore dell'alba.
Con i tuoi fantasmi di nuvole perse ti diverti a disegnare sui muri avanzi di baci sfuggiti ai cuscini della notte. (Ovidio)

Acciaio

Vorrei avere un cuore d'acciaio
e occhi duri da puntare addosso
come lame taglienti
pronte a ferire
come cannoni
pronti a colpire
un cuore sempre in viaggio
con la sabbia tra i piedi
e giorni di cammino per arrivare al mare per arrivare al mare
un cuore che nessuno mai nessuno possa dimenticare
(Luca Barbarossa)



Per dovere di cronaca..

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