Ovatta ed Acciaio

Il mio fine

Utente: Aicha77
Un'anima che vuole suscitare emozioni… null’altro che emozioni!

Il perchè del titolo

Acciaio ed ovatta... un luogo virtuale in cui le parole possono essere dure come l'acciaio o accarezzare l'anima come soffice ovatta... Benvenuti!

La mia casa è la tua casa

Invitare qualcuno è lo stesso che incaricarsi della sua felicità per tutto il tempo che egli dimora sotto il vostro tetto. (Anonimo)

*******

Se esprimi un desiderio è
perchè vedi cadere una stella,
se vedi cadere una stella è perchè guardi il cielo,
e se guardi il cielo è perchè credi ancora in qualcosa...
Bob Marley

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giovedì, 27 novembre 2008

Paradise (Bruce Springsteen)

Dopo i fatti orribili accaduti oggi proprio non ci riesco a scrollar via da me quest’abito di malinconia che mi si è cucito addosso quasi come una seconda pelle.
Condivido quindi con voi le toccanti note di “Paradise” che da qualche ora stanno facendo compagnia ai miei tristi pensieri… una ballata in cui uno struggente Bruce Springsteen racconta lo stato d'animo di un terrorista prima di un attentato, le sue sensazioni al momento del gesto che, per quello in cui crede, gli varrà il paradiso.
La canzone meditativa e coinvolgente, come potete notare dai sottotitoli, appare anche molto enigmatica perché lascia aperte molte vie di interpretazione: non si capisce se il kamikaze sta parlando con chi si è lasciato alle spalle, o se qualcuno gli lancia messaggi d'affetto mentre lui va a morire per uccidere i “nemici”.
Springstee inizia con un intenso viaggio nella coscienza di un kamikaze ma poi cambia il soggetto narrativo che diviene una donna americana, una vedova dell’11 settembre, la quale racconta di come in Paradiso ci sia andato suo marito, la vittima del terrorista, e che comunque l’Aldilà non è di sollievo per la vita terrena…

Penso che la canzone ed i brividi che suscita si commentino da se… a me resta solo un amaro interrogativo: ma per quanto tempo ancora gli uomini dovranno uccidere o, peggio ancora, morire in nome della smania di superiorità di un popolo rispetto ad un altro?

http://it.youtube.com/watch?v=u158OobkkHM


sabato, 22 novembre 2008

Piccole grandi nevrosi di donne

donne




Donne

Donne
Donne



Condiviso da: Aicha77 alle ore 10:49 | link | commenti (23)
categorie: donne, smile, umorismo, conquista il podio
mercoledì, 19 novembre 2008

Primo anniversario

Ringrazio TUTTI VOI per aver permesso a quest’avventura emozionante di giungere fino a qui…! Se sono riuscita a tirar fuori il meglio di me senza remora alcuna lo devo anche a Voi...
Buona giornata
Aicha

Primo anniversarioPs. Ho navigato e navigato ma alla fine sono riusciata a trovare una bella torta che facesse pendant con il mio bloggino…!!!  ;)

giovedì, 13 novembre 2008

Noi e gli animali

La mia Aicha“Al confronto dell’animale l’uomo si vanta della sua umanità e tuttavia guarda con invidia alla felicità di quello, giacché questo soltanto egli vuole, vivere come l’animale, né tediato né fra dolori, e lo vuole però invano, perché non lo vuole come l’animale”.

Le culture primitive, m anche quelle più evolute come la cultura egiziana e quella greca, sono sempre ricorse alla figura dell’animale per rappresentare la divinità. Ad accomunarli era il loro essere al di là o al di qua del bene e del male, quindi la loro condizione di innocenza eretta a modello e misura dell’uomo nell’esercizio della sua libertà.
Poi venne il Cristianesimo con il suo “Dominerai sopra i pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sugli animali domestici, su tutte le fiere della Terra e sopra tutti i rettili che strisciano sopra la sua superficie” (Genesi, 1,26). L’uomo fu così eretto al vertice della scala dei viventi e gli animali furono subordinati al suo dominio. Oggi quando un uomo compie una brutalità si dice che si comporta come un animale, quando invece l’animale non ha mai compiuto le atrocità di cui sono capaci gli uomini.
È lo stesso Hegel a ricordarcelo là dove scrive che mentre l’animale uccide per mangiare, l’uomo uccide per ottenere dal vinto il riconoscimento della sua potenza. Ne è un esempio la cerimonia del “trionfo” in epoca romana dove il vincitore trascinava, legato ad una corda al suo carro, il re della popolazione vinta.
La crudeltà umana non è come quella dell’animale, innocente perché dettata dalla necessità della natura, ma colpevole perché sollecitata dalla sua volontà di potenza che alberga in quella figura, per cui l’uomo si sente superiore all’animale.
Con la parola “anima” si intende che l’uomo, a differenza dell’animale, non è codificato dalla rigidità degli istinti, e proprio per questo è libero di fare sia il bene sia il male, marcando così la sua differenza dall’animale e da Dio. Compiere il male, essere crudeli con i propri simili dà la sensazione di accrescimento, di potenza, e questo sia quando si uccide, sia quando si mette fuori gioco il concorrente.
Molti infatti sono i modi di uccidere. E ogni vittima testimonia il nostro potere e rafforza la nostra identità di cui ci compiacciamo quanto più ne constatiamo la potenza.
Nei confronti degli animali, più indifesi di noi e delle tecniche con cui li catturiamo, il gioco è impari, e perciò facile al punto da non giustificare l’orgoglio con cui si vantano i cacciatori che spesso neppure mangiano le prede che uccidono. Non è infatti la fame che promuove la loro attività, ma il piacere delle crudeltà, il godimento del più forte sul più debole. E tutto questo accade in un regime di innocenza, perché anche di recente la Chiesa ha ribadito che gli animali non hanno l’anima, che spesso invece gli uomini hanno solo per compiere il male.
Ma se non hanno l’anima, gli animali hanno però una sensibilità. Godono e soffrono fisicamente come noi. E accanirsi con crudeltà su di loro descrive molto bene la natura della nostra sensibilità. Il male che facciamo a loro alberga dentro di noi. Si esercita su di loro, ma è disponibile per esercitarsi, come di fatto si esercita, in qualsiasi circostanza e su qualsiasi persona.
L’animale seviziato, l’animale abbandonato, l’animale catturato con l’inganno, l’animale ingrassato in batteria con l’illuminazione sempre accesa perché non si addormenti mai, l’animale messo in pentola vivo per non guastarne il gusto, misurano il grado della nostra sensibilità, della nostra perversione e ferocia.
Il trattamento che riserviamo agli animali infatti descrive la natura della nostra tanto venerata “anima” che farebbe la differenza fra noi e loro.


Oggi l’ennesima notizia di sevizie su animali inermi ha scosso violentemente la mia anima provocando brividi di disgusto verso quella feccia che ancora si vanta di appartenere al genere umano. Onestamente non riesco lontanamente ad immaginare cosa avvenga nella mente di questi reietti quando si accaniscono con crudeltà su povere bestie né perché questi atti abominevoli sono spesso “sostenuti” dall’indifferenza generale.
A tal fine condivido con voi questo articolo di Umberto Galimberti che ha suscitato in me emozioni contrastanti… parole forti, è vero, ma capaci di scuotere profondamente l’animo di chi fa del suo pet un alleato del proprio benessere interiore…quello che rappresenta Aicha nella mia vita...

venerdì, 07 novembre 2008

Libro

Prendete un libro. Fatto? No, non l’avete preso. Non l’avete preso tutto: un libro è qualcosa che vi sfugge e vi supera di continuo, tanto è esteso nello spazio e nel tempo. Nello spazio perché i libri attraversano il mondo più velocemente di noi e dei nostri pensieri. Nel tempo perché la giostra degli anni ha per loro un’antica e ben nota clemenza.
I libri sono posti dove le persone si incontrano e si confrontano, luoghi immateriali fatti di parole e scie di parole che attraversano il pianeta senza fermarsi.
In ogni generazione può trovarsi qualcuno che ha il coraggio di opporsi alla propaganda e dire che ciò che ci unisce è più grande e importante di ciò che ci divide.
Prendete un libro. Non ci riuscirete, non potete davvero prendere un libro: nessun abbraccio umano è tanto grande. Però potete provarci. Potete provarci sussurrando a voi stessi che è una cosa che vale la pena di fare, che è qualcosa che fa bene.
Potete, anzi dovete provare a prendere un libro. Perché in fondo, tentandoci, potreste ritrovarvi in mano il mondo.


Condivido con voi le parole di Geraldine Brooks* perché mai descrizione di un oggetto a me familiare è stata così commovente…

(* Scrittrice e giornalista australiana, Premio Pulitzer 2006)

Carpe diem

Frammenti di Alterità

*loading* anime erranti

Ovatta

Soffice ovatta colorata di vento scendi lenta quando l'orologio segna le ore dell'alba.
Con i tuoi fantasmi di nuvole perse ti diverti a disegnare sui muri avanzi di baci sfuggiti ai cuscini della notte. (Ovidio)

Acciaio

Vorrei avere un cuore d'acciaio
e occhi duri da puntare addosso
come lame taglienti
pronte a ferire
come cannoni
pronti a colpire
un cuore sempre in viaggio
con la sabbia tra i piedi
e giorni di cammino per arrivare al mare per arrivare al mare
un cuore che nessuno mai nessuno possa dimenticare
(Luca Barbarossa)



Per dovere di cronaca..

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