Dopo i fatti orribili accaduti oggi proprio non ci riesco a scrollar via da me quest’abito di malinconia che mi si è cucito addosso quasi come una seconda pelle.
Condivido quindi con voi le toccanti note di “Paradise” che da qualche ora stanno facendo compagnia ai miei tristi pensieri… una ballata in cui uno struggente Bruce Springsteen racconta lo stato d'animo di un terrorista prima di un attentato, le sue sensazioni al momento del gesto che, per quello in cui crede, gli varrà il paradiso.
La canzone meditativa e coinvolgente, come potete notare dai sottotitoli, appare anche molto enigmatica perché lascia aperte molte vie di interpretazione: non si capisce se il kamikaze sta parlando con chi si è lasciato alle spalle, o se qualcuno gli lancia messaggi d'affetto mentre lui va a morire per uccidere i “nemici”.
Springstee inizia con un intenso viaggio nella coscienza di un kamikaze ma poi cambia il soggetto narrativo che diviene una donna americana, una vedova dell’11 settembre, la quale racconta di come in Paradiso ci sia andato suo marito, la vittima del terrorista, e che comunque l’Aldilà non è di sollievo per la vita terrena…
Penso che la canzone ed i brividi che suscita si commentino da se… a me resta solo un amaro interrogativo: ma per quanto tempo ancora gli uomini dovranno uccidere o, peggio ancora, morire in nome della smania di superiorità di un popolo rispetto ad un altro?
http://it.youtube.com/watch?v=u158OobkkHM