Ovatta ed Acciaio

Il mio fine

Utente: Aicha77
Un'anima che vuole suscitare emozioni… null’altro che emozioni!

Il perchè del titolo

Acciaio ed ovatta... un luogo virtuale in cui le parole possono essere dure come l'acciaio o accarezzare l'anima come soffice ovatta... Benvenuti!

La mia casa è la tua casa

Invitare qualcuno è lo stesso che incaricarsi della sua felicità per tutto il tempo che egli dimora sotto il vostro tetto. (Anonimo)

*******

Se esprimi un desiderio è
perchè vedi cadere una stella,
se vedi cadere una stella è perchè guardi il cielo,
e se guardi il cielo è perchè credi ancora in qualcosa...
Bob Marley

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domenica, 28 dicembre 2008

L'augurio più sentito 2...

A chiunque traverserà il mio angolo di riflessione lascio, come fu per l’anno scorso, un augurio a cui tengo particolarmente...
Buon 2009
Aicha

Buon anno
Ps. Qualche tempo fa una cara amica mi regalò una cartolina speciale… io è da un po’ che l’ho attaccata sul muro che ho di fronte la mia scrivania per tirarmi su nei momenti in cui pare che tutto vada storto… Chissà che quest’ennesimo augurio tutto partenopeo non faccia bene anche a qualcuno di voi…

Tutto arriva a chi sape aspettà...

lunedì, 22 dicembre 2008

Sorrento in festaScelgo come sfondo per i miei auguri natalizi una foto scattata qualche giorno fa in una Sorrento luccicante d’emozioni…
In quell’atmosfera sospesa nel tempo non è affatto difficile lasciar entrare nel cuore un dardo di incantata meraviglia…
Buon Natale
Aicha

lunedì, 15 dicembre 2008

Era la mia città, la città vuota


Era la mia città, la città vuota
All’alba, piena di un mio desiderio.
Ma il mio canto d’amore, il mio più vero
Era per gli altri una canzone ignota.


Sandro Penna


martedì, 09 dicembre 2008

Il cucchiaio è una culla

Da quando ho intrapreso l’avventura di questo blog ho cercato sempre di condividere con voi tutto ciò che in positivo o in negativo suscitava una qualche emozione nella mia anima. Ciò perché, al di là del forte individualismo che connota il nostro oggi (non è una frase fatta ma triste realtà) credo fermamente che le emozioni possano rinsaldare quel labile filo che unisce il destino di tutti…Noi non siamo solo un contenitore di carne e pensieri ma anche custodi di emozioni talmente profonde da scuotere intensamente l’anima dell’Altro che per un istante sfiora la nostra…
È per questo motivo che oggi in questo post riporto un’intervista letta su Donna Moderna che mi ha scosso profondamente…Giuditta Guazzetti, in arte Yuyu, l’ex reginetta della canzone in una sorta di libro-diario “Il cucchiaio è una culla” racconta la sua battaglia contro la malattia.

Mi auguro che attraverso di me, ma sopratutto attraverso di voi, raggiunga un numero maggiore di persone affinché si sensibilizzino ancor di più sui danni provocati da questa bestia feroce…

“L’anoressia è una bestia feroce: così ho imparato a dominarla”

nel 2001, con le hit Mon petit garçon e Bonjour bonjour faceva cantare i coetanei di tutte Europa (chi non si ricorda di lei può vederla attraverso questo video). Poi di lei si sono perse le tracce. Un silenzio assordante che a Giuditta Guazzetti, in arte Yuyu, è costato caro. Prima di diventare famosa, lavorava come assistente di volo. Classe 1976, madre francese e padre diplomatico , un’esperienza come volontaria con i bambini in Bolivia: tutto archiviato. E Giuditta si è ritrovata ad ingoiare il boccone amaro del fallimento ed è stata inghiottita dall’anoressia. Arrivata a 36 chili, ha deciso di farsi ricoverare in un centro specializzato nella cura dei disturbi alimentari: palazzo Francisci di Todi. Ora a distanza di un anno, racconta la storia della sua battaglia contro il male nel diario Il cucchiaio è una culla (Aliberti). Un libro coraggioso. Soave come un pugno nello stomaco.
Lo stomaco che chiami “Arnold”, Giuditta. Te la senti di parlarne?
«Arnold, sì. Perché qualsiasi cosa ingerissi, il mio stomaco brontolava come il personaggio del telefilm: “Cosa cavolo stai dicendo, Willis?” Sai, nei momenti più duri, è importante mantenere la leggerezza. L’ironia del trauma, proprio così: la bestia non dà tregua, ma tu devi essere più forte di lei».
Che cos’è la bestia?
«La bestia è l’anoressia. Un animale feroce che si porta dietro la sofferenza che covi dentro. ti fa sentire come una farfalla rovesciata nel suo bozzolo. Con l’unico desiderio di sparire».
Perché ti sei ammalata?
«Ancora non so la causa profonda. Ma il disastro si è scatenato quando non ho avuto più successo. Forse non ero pronta a diventare famosa. Dopo le prime due canzoni, non mi hanno più richiamato. Ho inciso un altro brano che non è andato bene, ho cambiato anche casa discografica, con un nulla di fatto.. Nel frattempo gli amici (o quelli che ritenevo tali) si sono dileguati. E questo mi ha annientato. Non contavo più nulla, quindi contavo le calorie. Così la bilancia è diventata un’ossessione. Mi sentivo grassa, anche se ero pelle e ossa. Fino a svenire e non rialzarmi più».
Ma tu poi ti sei rialzata.
«Bisogna toccare il fondo, per risalire. Vedevo Patrick, il mio fidanzato, ogni giorno con un capello bianco in più. E mia madre, Marie, ogni giorno segnata da una ruga in più. Il mio dolore era il loro. C’è stato solo un breve bagliore di luce: la notizia della mia gravidanza. Ma il mio corpo era troppo fragile e ho perso il bambino. Da lì è iniziato il mio lento suicidio. Ma, arrivata a 36 chili, mi sono affidata a mani esperte. Non avevo la forza di oppormi».
Difficile immaginare quanto è dura.
«Quando non hai fame, la tristezza è piccante, ha il sapore della sconfitta. Misuri tutto con il cibo. La campanella dei cinque pasti giornalieri sembra la sigla minacciosa dello Squalo: taran taran taran… Colazioni, merende, cene sono incubi interminabili. E vai in bagno a orari precisi: prima e dopo chiudono le porte a chiave perché hanno paura che vomiti persino le pappine, così toste da trangugiare».
E in camera?
«Le camere sono minuscole. Non ti fanno tenere gli orologi. E il tempo si riempie di attività:dècoupage, danza, teatro. Poi non ti fanno tenere gli specchi. Perché un’anoressica è troppo abituata a deformare il corpo. Meglio non guardarsi, se non riflessa nelle smorfie di disappunto degli altri».
Quanto tempo sei stata dentro?
«Quattro mesi. Ma ora lo so, il cucchiaio è una culla, fatta per accogliere il nutrimento: lo devi riempire. Devi viverti. Devi vivere».
Non hai paura delle ricadute?
«La bestia è sempre in agguato. Ho avuto una ricaduta ad agosto. Ma vorrei dire alle ragazze: all’erta, l’importante è domarla, la bestia».
Ci sono tante ragazze che idolatrano l’anoressia sui siti internet. A loro cosa diresti?
«Non mi sento di dire nulla: io ero una di loro. Ma sarei felice se la smettessimo di propagandare quella stupida immagine perfetta che ci vuole tutte magre a rischio della vita».
Ora come stai?
«Vivo la mia vita, com’era prima di Yuyu. E sogno di avere un figlio con Patrick, non appena si sarà ripreso da tutta la sofferenza che gli ho inferto».
Yuyu tornerà?
«No. Yuyu non c’è più. Anzi, io Yuyu la sto usando: sfrutto la sua fama per portare avanti la mia battaglia. Adesso c’è solo Giuditta. Quella vera».

di Giusy Cascio

martedì, 02 dicembre 2008

Club “PRO Buccia d’arancia”…

Bucci d'aranciaAl di là di tutti quei piccoli ed antiestetici noduli che fanno tanto inorridire la maggior parte delle donne del pianeta… sono qui per parlarvi di un’altra storia… diciamo per fondare idealmente un club che aiuti a far bella la cosa dal nome più femminile di tutte… la nostra Terra…
La buccia delle arance, quelle vera, infatti potrebbe presto trovare un destino diverso dal cestino della spazzatura. Uno studio dell’università di Tlemcen, in Algeria, pubblicato sull’Internacional Journal of Environment and Pollution, dimostra che la buccia d’arancia ha proprietà assorbenti nei confronti di tinture e coloranti spesso contenuti nelle acque di scarico dei colorifici, industrie tessili e fotografiche.
Questi scarichi (che per la verità dovrebbero essere smaltiti da costosi impianti di filtraggio) bloccano la fotosintesi delle piante acquatiche alterando gli equilibri naturali della zona e delle specie che vi abitano.
Lo studio ha provato che un solo grammo di buccia d’arancia è in grado di assorbire tra i 40 e i 70 milligrammi dei principali coloranti industriali e quindi l’inquinamenti dei nostri fiumi.

Che dite, allora, vi faccio tutti soci onorari del mio esclusivo club?!... ;)

Condiviso da: Aicha77 alle ore 20:10 | link | commenti (30)
categorie: donne, lo sapevate che, scienza, smile, conquista il podio

Carpe diem

Frammenti di Alterità

*loading* anime erranti

Ovatta

Soffice ovatta colorata di vento scendi lenta quando l'orologio segna le ore dell'alba.
Con i tuoi fantasmi di nuvole perse ti diverti a disegnare sui muri avanzi di baci sfuggiti ai cuscini della notte. (Ovidio)

Acciaio

Vorrei avere un cuore d'acciaio
e occhi duri da puntare addosso
come lame taglienti
pronte a ferire
come cannoni
pronti a colpire
un cuore sempre in viaggio
con la sabbia tra i piedi
e giorni di cammino per arrivare al mare per arrivare al mare
un cuore che nessuno mai nessuno possa dimenticare
(Luca Barbarossa)



Per dovere di cronaca..

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