Ovatta ed Acciaio

Il mio fine

Utente: Aicha77
Un'anima che vuole suscitare emozioni… null’altro che emozioni!

Il perchè del titolo

Acciaio ed ovatta... un luogo virtuale in cui le parole possono essere dure come l'acciaio o accarezzare l'anima come soffice ovatta... Benvenuti!

La mia casa è la tua casa

Invitare qualcuno è lo stesso che incaricarsi della sua felicità per tutto il tempo che egli dimora sotto il vostro tetto. (Anonimo)

*******

Se esprimi un desiderio è
perchè vedi cadere una stella,
se vedi cadere una stella è perchè guardi il cielo,
e se guardi il cielo è perchè credi ancora in qualcosa...
Bob Marley

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giovedì, 29 gennaio 2009

Come fare tesoro delle critiche

Acquistiamo il diritto di criticare severamente una persona solo quando siamo riusciti a convincerla del nostro affetto e della lealtà del nostro giudizio, e quando siamo sicuri di non rimanere assolutamente irritati se il nostro giudizio non viene accettato o rispettato. In altre parole, per poter criticare, si dovrebbe avere un'amorevole capacità, una chiara intuizione e un'assoluta tolleranza. (Mohandas Karamchand Gandhi)

Le critiche fanno bene a tutti, ad alcuni, poi, fanno benissimo. Tra filosofi, poi, la critica è una cosa stimatissima: basti pensare che Kant ne ha scritte tre!
Il problema non è tanto fare critiche, attività spontanea, universale e piacevole (si pensi al gossip e alle discussioni da bar). Il problema, per l’appunto, è accettarle. È lì che scatta il “Come ti permetti? Fatti gli affari tuoi!!!”.
Se si vuole riuscire invece a fare tesoro delle critiche e viverle positivamente è necessario sviluppare la capacità di ascoltare fino in fondo le osservazioni che ci vengono rivolte, attitudine che poche persone fanno propria nella vita ed io vi confesso con rammarico di non essere iscritta a quel club esclusivo.

Allora ci sono due tipi di reazione di fronte a una critica: la replica che fa perdere tempo ed energia (perché non si dimentichi che sono una lunatica cancro, siffatta reazione mi si cuce letteralmente addosso nei miei molteplici giorni NO…) o l’accettazione, che non vuol dire essere d’accordo con ciò che viene detto, ma accettare che qualcuno abbia una posizione diversa dalla nostra.
Senza questa rara e preziosa dote è impossibile quindi volgere al positivo le osservazioni altrui perché si tende a considerare  solo il proprio punto di vista, contrastando gli spunti di miglioramento.

Detto ciò, in concreto, per far tesoro delle critiche secondo qualcuno bisognerebbe seguire questi due consigli:
1. Decidi con la tua testa. Sembra un paradosso ma è così: ascolta le idee di tutti stando attenta/o a cogliere gli spunti utili poi, però, decidi tu come comportarti! Non mettere in discussione se stessa/o solo perché sei stata/o attaccata/o e non rimanerci male. In definitiva, ascolta con attenzione e disponibilità, ma sii critica/o con le critiche.
2. Non prenderla sul personale. Esistono giudizi costruttivi e distruttivi. In ogni caso, puoi sempre farne tesoro e, se sarai sufficientemente indipendente dal giudizio altrui, anche quelli più “cattivi” non ti faranno male ma, al contrario, saranno uno stimolo per migliorare. Ricorda che, in ultima analisi, ogni appunto è solamente un’opinione e niente di più. Quindi, non prenderla sul personale. Non ne vale la pena. Anche perché ti accorgerai che molte persone, criticando gli altri, stanno solo parlando di se stesse…

Io il mio outing l’ho fatto… Qual è invece il vostro atteggiamento nei confronti delle critiche? Chissà quante “mosche bianche” mi sorprenderanno in questi giorni…:)
Son davvero curiosa di scoprire a quale metà del cielo appartenete… quindi mi metto buona buonina ed attendo risposte… siate sinceri tanto la cosa rimarrà solo tra voi e me.... ;))))
Buon fine settimana a tutti!
Aicha

martedì, 20 gennaio 2009

Jonathan Swift Somers

Quando vi sarete arricchiti l'anima
il più possibile,
con i libri, la riflessione, il dolore, la conoscenza degli uomini,
la capacità d'interpretare sguardi, silenzi,
le pause nei grandi mutamenti,
il genio della divinazione e della profezia;
sicché vi parrà a volte di tenere il mondo
nel cavo della mano;
allora, se per l'affollarsi di tanti poteri
entro il cerchio della vostra anima,
l'anima prende fuoco,
e nell'incendio dell'anima
il male del mondo è illuminato e reso intelligibile-
siate grati se in quell'ora di visione suprema
la vita non v'inganna.


(Da Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters)

Non tutti forse sanno che fu Cesare Pavese a far conoscere nel 1943 alla giovane Fernanda Pivano, futura scrittrice, le celebri poesie di Edgar Lee Masters raccolte nell’Antologia di Spoon River. Folgorata da quei versi appassionati, Fernanda cominciò a tradurli quasi di nascosto, ma un giorno Pavese scoprì il manoscritto e convinse l’editore Einaudi a pubblicarlo. Per superare la censura del Ministero della Cultura Popolare, il titolo fu cambiato in Antologia di S.River, spacciando il testo per una raccolta di pensieri di uno sconosciuto San River. Il libro cominciò a circolare, ma pochi giorni dopo venne comunque sequestrato.
Della serie... nemmeno il finto santo riuscì a beffare la censura…!

martedì, 13 gennaio 2009

Voglio volere (Ligabue)

Credo che Ligabue sintetizzi efficacemente le mie aspettative "emozionali" per il nuovo anno... quindi lascio a lui il compito di rappresentare il fine che ogni bella canzone, dando voce alle emozioni di ognuno di noi,  dovrebbe perseguire: quello di suggestionarci l'anima...

Voglio un mondo comico
voglio un mondo che faccia ridere
un cielo comodo
che qualcuno s'affacci a rispondere
voglio svegliarmi quando voglio
da tutti i miei sogni
voglio trovarti sempre qui
ogni volta che io ne ho bisogno

voglio volere tutto cosi
voglio riuscire a non crescere
voglio portarti in un posto che
tu proprio non puoi conoscere
voglio tenere qualcosa per me
per me

voglio il tempo libero
si ma libero proprio ogni attimo
e alzare il minimo
con la vita che mi fa il solletico
voglio restare sempre sveglio
con tutti i miei sogni
voglio tornare vergine
ogni volta che io ce n'ho voglia

voglio volere tutto cosi
voglio riuscire a non crescere
voglio portarti in un posto che
tu proprio non puoi conoscere
voglio tenere qualcosa per me
per me

voglio volere
io voglio un mondo all'altezza dei sogni che ho
voglio volere
voglio deciderlo io se mi basta o se no
voglio volere
voglio godermela tutta fin quando si può
voglio un mondo comico
che se ne frega se sembra ridicolo
un mondo facile
che paga lui e vuole fare lo splendido
voglio non dire mai "è tardi"
oppure "peccato"
voglio che ogni attimo
sia sempre meglio di quello passato

voglio volere tutto cosi
voglio riuscire a non crescere
voglio portarti in un posto che
tu proprio non puoi conoscere
voglio tenere qualcosa per me
per me

voglio volere
io voglio un mondo all'altezza dei sogni che ho
voglio volere
voglio deciderlo io se mi basta o se no
voglio volere
voglio godermela tutta fin quando si può

 


domenica, 04 gennaio 2009

Ad ognuno la sua storia…

Lago di Bled Slovenia
Walter Benjamin, un filosofo che sapeva cogliere con peculiare sensibilità ogni accenno di logica all’interno di moti culturali incerti, soleva distinguere tra due tipi di storie: quelle da marinai e quelle da contadini.

Le prime raccontano di fatti bizzarri e inauditi, di luoghi remoti e mai visitati e probabilmente destinati a rimanere tali; di mostri e creature mutanti, streghe e stregoni, cavalieri cortesi e malvagi faccendieri.
I protagonisti dei loro racconti erano assolutamente lontani da coloro che li ascoltavano, e si dedicavano a imprese che altri non avrebbero mai sognato, né avrebbero saputo immaginare di intraprendere.

Le storie dei contadini, invece, erano fatti di eventi ordinari, apparentemente familiari, come il continuo alternarsi delle stagioni, le vicende di un gruppo familiare, la vita della fattoria e dei campi.
Ho scritto “apparentemente familiari”, perché l’impressione che abbiamo di conoscere tali vicende davvero e in profondità, e dunque di non poterne trarre alcun insegnamento, è dovuta alla loro stessa vicinanza, che ci impedisce di vederle chiaramente per ciò che sono.

Nulla sfugge ad una minuziosa analisi così facilmente quanto ciò che abbiamo sempre sotto il naso… si tratta di realtà che rimangono “nascoste in piena luce”, la luce sviante della loro familiarità. La normalità ci acceca, scoraggiandone lo studio.
Per renderle interessanti e degne di attenzione bisognerebbe estrarle dal contesto magico, confortevole ma deviante, della quotidianità. Bisogna smascherare la loro presunta “normalità”, così che i loro misteri abbondanti e profondi, e tutto ciò che una volta preso in esame inizia ad apparirci strano e sconcertante, deve essere portato alla luce ed analizzato. Perché se vogliamo che ciò che all’apparenza ci è familiare lo diventi davvero, dobbiamo rendercelo estraneo.

Beh, l’ideale sarebbe quello di descrivere storie, per così dire, di marinai, ma come se a raccontarle fossero dei contadini. Storie ispirate magari a delle esistenze comunissime e di cui evidenziare la straordinarietà, che altrimenti passerebbe inosservata.
Io, nel mio piccolo, durante l’anno che è appena trascorso spero di esservi riuscita… chissà che non riesca ancora a schiudere all’incanto i vostri occhi, la vostra mente ed il vostro cuore con l'aiuto dell’emozionante  magia racchiusa nelle cose più semplici…

Carpe diem

Frammenti di Alterità

*loading* anime erranti

Ovatta

Soffice ovatta colorata di vento scendi lenta quando l'orologio segna le ore dell'alba.
Con i tuoi fantasmi di nuvole perse ti diverti a disegnare sui muri avanzi di baci sfuggiti ai cuscini della notte. (Ovidio)

Acciaio

Vorrei avere un cuore d'acciaio
e occhi duri da puntare addosso
come lame taglienti
pronte a ferire
come cannoni
pronti a colpire
un cuore sempre in viaggio
con la sabbia tra i piedi
e giorni di cammino per arrivare al mare per arrivare al mare
un cuore che nessuno mai nessuno possa dimenticare
(Luca Barbarossa)



Per dovere di cronaca..

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