Per indicare la pubblicità non richiesta che intasa la casella di poste elettronica si usa spesso la parola “Spam”, qualcosa di spiacevole che ognuno di noi ha all’attivo nel suo bagaglio di esperienze di vita…Io combattevo con l’esaurimento nervoso ogni giorno finché i cari provider non hanno preso i loro bei provvedimenti di soppressione di massa…Non vi sto qui a descrivere la ola da stadio in ogni ufficio a me attiguo…
Non tutti sanno tuttavia che il termine è stato preso in prestito da una surreale scenetta della commedia televisiva britannica Monty Python’s Flying Circus, andata in onda per la prima volta nel 1969, in cui la cameriera di una trattoria presenta ai clienti un menu esclusivamente a base di scatolette di carne di maiale di marca SPAM tutto maiuscolo, acronimo di «Shoulder of Pork And haM» («spalla di maiale e prosciutto»). Nel finale infatti tutti cantano una canzone che ripete infinite volte le dubbie virtù dello Spam, da cui il nesso. Dalla reiterazione ossessiva di questa parola è derivato l’uso che oggi le attribuiamo.
Vi sembrerà strano associare questa pratica fastidiosa all’ambito gastronomico… eppure è così!
Chissà ora quanto renderanno indigeste queste scatolette le quotidiane e coscienti “maledizioni” affidate all’etere da ogni diligente internauta… Fossi in voi non mi arrischierei ad assaggiarle… ;)))