Ovatta ed Acciaio

Il mio fine

Utente: Aicha77
Un'anima che vuole suscitare emozioni… null’altro che emozioni!

Il perchè del titolo

Acciaio ed ovatta... un luogo virtuale in cui le parole possono essere dure come l'acciaio o accarezzare l'anima come soffice ovatta... Benvenuti!

La mia casa è la tua casa

Invitare qualcuno è lo stesso che incaricarsi della sua felicità per tutto il tempo che egli dimora sotto il vostro tetto. (Anonimo)

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Se esprimi un desiderio è
perchè vedi cadere una stella,
se vedi cadere una stella è perchè guardi il cielo,
e se guardi il cielo è perchè credi ancora in qualcosa...
Bob Marley

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lunedì, 19 ottobre 2009

Storie che non fanno rumore

Quando un operaio muore
Quando un operaio muore i politici di destra, di sinistra e di centro si indignano.
Quando un operaio muore domani Prodi fa il decreto legge.
Quando un operaio muore Topo Gigio Veltroni candida gli industriali, “ma anche” un sopravvissuto della Thyssen Krupp.
Quando un operaio muore Ichino dice che “Da noi manca la cultura delle regole”.
Quando un operaio muore il Presidente della Repubblica soffre e auspica in televisione.
Quando un operaio muore Maroni dice “Non è colpa dei governi, perché le leggi ci sono”.
Quando un operaio muore nessuno parla della legge 30, dei precari, dei ricatti che subiscono, della legge del padrone e degli estintori vuoti “altrimenti vai a casa”.
Quando un operaio muore, oggi Fassino e D’Alema, ieri Berlinguer e Pertini.
Quando un operaio muore il padrone ha già messo i soldi da parte.
Quando un operaio muore la vedova e i figli finiscono in mezzo a una strada.
Quando un operaio muore i sindacati dichiarano uno sciopero di solidarietà di due ore.
Quando un operaio muore la colpa è del casco, se l’è cercata.
Quando un operaio muore la colpa è che se si lamentava per l’insicurezza veniva licenziato subito perché precario.
Quando un operaio muore è un assassinio, quasi sempre.
Quando un operaio muore faceva un lavoro a rischio, doveva succedere.
Quando un operaio muore si danno incentivi alle aziende che diminuiscono gli incidenti e non si chiudono quelle che producono i morti.
Quando un operaio muore è perché la sicurezza è troppo onerosa per la Confindustria.
Quando un operaio muore è un fatto di business, qualcuno ci ha guadagnato sopra.
Quando un operaio muore se faceva il politico campava cent’anni.

Beppe Grillo

Ci sono storie che leggiamo distrattamente, presi dalla nostra vita che corre veloce. Ci sono numeri che raccontano tragedie vere, e di cui quasi non ci accorgiamo più.
Ogni giorno sul lavoro, in Italia, 3 persone muoiono e altre 27 rimangono invalide per sempre. Ogni giorno sul lavoro, in Italia, si contano 2.500 incidenti. Negli ultimi cinque anni in Italia si sono verificati oltre cinque milioni di infortuni sul lavoro, con oltre 7.000 morti e quasi 200mila invalidità permanenti.

Paradossalmente, sono cifre che non fanno rumore se udite un po' per volta,sebbene sembri sempre più un bollettino di guerra sebbene le vittime sono quasi il doppio di quelle degli omicidi.
Ma per loro solo poche righe di notizia.
Un bollettino di guerra che tace le storie del “dopo”, quelle delle famiglie che restano, sopraffatte da un dolore di dimensioni enormi quasi quanto le difficoltà economiche.

A volte qualcuno si indigna. A volte qualcuno chiede perché si permetta a tanti di risparmiare sulla sicurezza e sulla vita altrui. Per non dimenticare questi numeri l'Anmil domenica 11 ottobre ha organizzato la 59/a Giornata nazionale per le vittime degli incidenti di lavoro.
Stesso umanissimo sdegno condiviso da tutte le parti.
Questo tuttavia accadeva domenica scorsa.

Oggi invece ti ritrovi nuovamente a fare i conti con il silenzio, un velo tessuto con la fredda indifferenza che si posa come un macigno sulle vite spezzate e su quelli che condividono concretamente il loro dolore.

Chissà, forse un giorno quel velo ci metterà un po' più di sforzo prima di far cadere nell'indifferenza la malasorte che ha colpito chi è altro da noi...

Lo ammetto, certamente non ho scelto un tema "leggero" per segnare il mio ritorno su queste pagine a me e a voi tanto care, ma proprio non mi andava giù l'idea che dopo il clamore e lo sdegno provato domenica scorsa la gente "abbandonasse" nel dimenticatoio l'ennesimo fatto di cronaca italiana...
Aicha

Carpe diem

Frammenti di Alterità

*loading* anime erranti

Ovatta

Soffice ovatta colorata di vento scendi lenta quando l'orologio segna le ore dell'alba.
Con i tuoi fantasmi di nuvole perse ti diverti a disegnare sui muri avanzi di baci sfuggiti ai cuscini della notte. (Ovidio)

Acciaio

Vorrei avere un cuore d'acciaio
e occhi duri da puntare addosso
come lame taglienti
pronte a ferire
come cannoni
pronti a colpire
un cuore sempre in viaggio
con la sabbia tra i piedi
e giorni di cammino per arrivare al mare per arrivare al mare
un cuore che nessuno mai nessuno possa dimenticare
(Luca Barbarossa)



Per dovere di cronaca..

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