Rieccomi a voi e con enorme piacere mi sono avvolta nelle calorose tracce che avete lasciato in attesa del mio ritorno.
Ho riflettuto molto su come rendere nel modo più fedele possibile quanto “intimamente vissuto” durante questi giorni nelle terre di Eolo, ma la cosa non è stata affatto semplice… spero ugualmente di riuscire a far vibrare le corde della vostra anima con il ricordo lasciatomi da colori, profumi e sapori di queste fantastiche isole che hanno inebriato i miei sensi durante questa breve ma intensa vacanza.

Giunta sull’isola, il panorama che mi sono trovata dinanzi, con Vulcano che quasi potevo stringere tra le mie mani, mi ha letteralmente mozzato il fiato! Guardo l’orizzonte un po’ stordita… non penso a niente. Come un’orchestra, una sinfonia… nel niente i pensieri frenetici si placano… tutto il corpo resta in ascolto per cogliere con ogni fibra del tuo essere le suggestioni che l’isola, se saprai affidarti ad essa senza remore, saprà offrirti.
Un senso di piacevole meraviglia mi ha accompagnata per tutto il tempo:
vla cordialità e la squisita ospitalità degli isolani che più di ogni altro luogo mi hanno fatto sentire davvero come a casa;
vgli strilli di sorpresa alla vista di quei piccoli coccodrilli travestiti da gechi;
vle stelle cadenti colte d’improvviso quando ormai hai perso tutte le speranze di incrociarvi ancora lo sguardo;
vla maestosità di Stromboli con la mirabile potenza con cui mi ha accolta e salutata…;
vi fuochi d’artificio della festa patronale di S.Bartolo che sfioravano le teste e scaldavano i cuori con quegli O-HO collettivi, un suono espresso all’unisono senza sesso né età.
Indimenticabile è l’unico aggettivo che più di ogni altro riesce a rendere, anche se vagamente, tutto il bagaglio di profonde suggestioni che ho recato nel cuore.
Indimenticabile il respiro del mare sulle rocce, le notti accese da stelle a portata di mano, gli odori soavi portati dal vento, il panorama arido che d’un tratto svela una lussureggiante vegetazione tale da inebriarti gli occhi.


Indimenticabile il mutare dei colori del cielo al passare delle ore.

Indimenticabili le infinite sfumature del mare create da un Dio intriso di poesia per accogliere nel loro abbraccio i riflessi del fratello sole e della sorella terra.

Indimenticabile il lasciarsi abbandonare nell’oblio di questa natura che tutto può distruggere o creare.
Indimenticabile quel silenzio che dava un senso di pace ai battiti frenetici del cuore.
Mi viene in mente solo una poesia, letta chissà dove e di cui ignoro l’autore, che penso racchiuda tutto il senso del silenzio e della libertà lì spesso a portata di mano:
Vorrei essere un gabbiano
per sentirmi lieto, libero
Vorrei essere il mare
per non avere confini.
Vorrei essere il sole
Per dare calore agli uomini.
Vorrei essere il silenzio
per invidiare me stesso
per essere un gabbiano.
Tornata a casa è inevitabile che un moto di tristezza ora mi stringa il cuore... poichè ripensando a Lipari, rammentando le scarpinate per andare in spiaggia, le mitiche granite di frutta, l'acqua cristallina, i tramonti mozzafiato… rimpiangerò di poter portare solo nei miei ricordi le lunghe serate trascorse accoccolata ad osservare le stelle ed il mare… ma lì, statene certi, sarà il luogo più accogliente per rinnovare e condividere con chiunque vorrà, le suggestioni suscitate da questo piccolo angolo di paradiso.