Ovatta ed Acciaio

Il mio fine

Utente: Aicha77
Un'anima che vuole suscitare emozioni… null’altro che emozioni!

Il perchè del titolo

Acciaio ed ovatta... un luogo virtuale in cui le parole possono essere dure come l'acciaio o accarezzare l'anima come soffice ovatta... Benvenuti!

La mia casa è la tua casa

Invitare qualcuno è lo stesso che incaricarsi della sua felicità per tutto il tempo che egli dimora sotto il vostro tetto. (Anonimo)

*******

Se esprimi un desiderio è
perchè vedi cadere una stella,
se vedi cadere una stella è perchè guardi il cielo,
e se guardi il cielo è perchè credi ancora in qualcosa...
Bob Marley

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venerdì, 06 novembre 2009

Rispettate il pane...

Da Focus 2008
AMATE IL PANE

cuore della casa, profumo della mensa, gioia dei focolari.

RISPETTATE IL PANE
sudore della fronte, orgoglio del lavoro, poema di sacrificio.

ONORATE IL PANE
gloria dei campi, fragranza della terra, dfesta della vita.

NON SCIUPATE IL PANE
ricchezza della patria, il più soave dono di Dio,
il più santo premio della fatica umana.

martedì, 09 dicembre 2008

Il cucchiaio è una culla

Da quando ho intrapreso l’avventura di questo blog ho cercato sempre di condividere con voi tutto ciò che in positivo o in negativo suscitava una qualche emozione nella mia anima. Ciò perché, al di là del forte individualismo che connota il nostro oggi (non è una frase fatta ma triste realtà) credo fermamente che le emozioni possano rinsaldare quel labile filo che unisce il destino di tutti…Noi non siamo solo un contenitore di carne e pensieri ma anche custodi di emozioni talmente profonde da scuotere intensamente l’anima dell’Altro che per un istante sfiora la nostra…
È per questo motivo che oggi in questo post riporto un’intervista letta su Donna Moderna che mi ha scosso profondamente…Giuditta Guazzetti, in arte Yuyu, l’ex reginetta della canzone in una sorta di libro-diario “Il cucchiaio è una culla” racconta la sua battaglia contro la malattia.

Mi auguro che attraverso di me, ma sopratutto attraverso di voi, raggiunga un numero maggiore di persone affinché si sensibilizzino ancor di più sui danni provocati da questa bestia feroce…

“L’anoressia è una bestia feroce: così ho imparato a dominarla”

nel 2001, con le hit Mon petit garçon e Bonjour bonjour faceva cantare i coetanei di tutte Europa (chi non si ricorda di lei può vederla attraverso questo video). Poi di lei si sono perse le tracce. Un silenzio assordante che a Giuditta Guazzetti, in arte Yuyu, è costato caro. Prima di diventare famosa, lavorava come assistente di volo. Classe 1976, madre francese e padre diplomatico , un’esperienza come volontaria con i bambini in Bolivia: tutto archiviato. E Giuditta si è ritrovata ad ingoiare il boccone amaro del fallimento ed è stata inghiottita dall’anoressia. Arrivata a 36 chili, ha deciso di farsi ricoverare in un centro specializzato nella cura dei disturbi alimentari: palazzo Francisci di Todi. Ora a distanza di un anno, racconta la storia della sua battaglia contro il male nel diario Il cucchiaio è una culla (Aliberti). Un libro coraggioso. Soave come un pugno nello stomaco.
Lo stomaco che chiami “Arnold”, Giuditta. Te la senti di parlarne?
«Arnold, sì. Perché qualsiasi cosa ingerissi, il mio stomaco brontolava come il personaggio del telefilm: “Cosa cavolo stai dicendo, Willis?” Sai, nei momenti più duri, è importante mantenere la leggerezza. L’ironia del trauma, proprio così: la bestia non dà tregua, ma tu devi essere più forte di lei».
Che cos’è la bestia?
«La bestia è l’anoressia. Un animale feroce che si porta dietro la sofferenza che covi dentro. ti fa sentire come una farfalla rovesciata nel suo bozzolo. Con l’unico desiderio di sparire».
Perché ti sei ammalata?
«Ancora non so la causa profonda. Ma il disastro si è scatenato quando non ho avuto più successo. Forse non ero pronta a diventare famosa. Dopo le prime due canzoni, non mi hanno più richiamato. Ho inciso un altro brano che non è andato bene, ho cambiato anche casa discografica, con un nulla di fatto.. Nel frattempo gli amici (o quelli che ritenevo tali) si sono dileguati. E questo mi ha annientato. Non contavo più nulla, quindi contavo le calorie. Così la bilancia è diventata un’ossessione. Mi sentivo grassa, anche se ero pelle e ossa. Fino a svenire e non rialzarmi più».
Ma tu poi ti sei rialzata.
«Bisogna toccare il fondo, per risalire. Vedevo Patrick, il mio fidanzato, ogni giorno con un capello bianco in più. E mia madre, Marie, ogni giorno segnata da una ruga in più. Il mio dolore era il loro. C’è stato solo un breve bagliore di luce: la notizia della mia gravidanza. Ma il mio corpo era troppo fragile e ho perso il bambino. Da lì è iniziato il mio lento suicidio. Ma, arrivata a 36 chili, mi sono affidata a mani esperte. Non avevo la forza di oppormi».
Difficile immaginare quanto è dura.
«Quando non hai fame, la tristezza è piccante, ha il sapore della sconfitta. Misuri tutto con il cibo. La campanella dei cinque pasti giornalieri sembra la sigla minacciosa dello Squalo: taran taran taran… Colazioni, merende, cene sono incubi interminabili. E vai in bagno a orari precisi: prima e dopo chiudono le porte a chiave perché hanno paura che vomiti persino le pappine, così toste da trangugiare».
E in camera?
«Le camere sono minuscole. Non ti fanno tenere gli orologi. E il tempo si riempie di attività:dècoupage, danza, teatro. Poi non ti fanno tenere gli specchi. Perché un’anoressica è troppo abituata a deformare il corpo. Meglio non guardarsi, se non riflessa nelle smorfie di disappunto degli altri».
Quanto tempo sei stata dentro?
«Quattro mesi. Ma ora lo so, il cucchiaio è una culla, fatta per accogliere il nutrimento: lo devi riempire. Devi viverti. Devi vivere».
Non hai paura delle ricadute?
«La bestia è sempre in agguato. Ho avuto una ricaduta ad agosto. Ma vorrei dire alle ragazze: all’erta, l’importante è domarla, la bestia».
Ci sono tante ragazze che idolatrano l’anoressia sui siti internet. A loro cosa diresti?
«Non mi sento di dire nulla: io ero una di loro. Ma sarei felice se la smettessimo di propagandare quella stupida immagine perfetta che ci vuole tutte magre a rischio della vita».
Ora come stai?
«Vivo la mia vita, com’era prima di Yuyu. E sogno di avere un figlio con Patrick, non appena si sarà ripreso da tutta la sofferenza che gli ho inferto».
Yuyu tornerà?
«No. Yuyu non c’è più. Anzi, io Yuyu la sto usando: sfrutto la sua fama per portare avanti la mia battaglia. Adesso c’è solo Giuditta. Quella vera».

di Giusy Cascio

mercoledì, 19 novembre 2008

Primo anniversario

Ringrazio TUTTI VOI per aver permesso a quest’avventura emozionante di giungere fino a qui…! Se sono riuscita a tirar fuori il meglio di me senza remora alcuna lo devo anche a Voi...
Buona giornata
Aicha

Primo anniversarioPs. Ho navigato e navigato ma alla fine sono riusciata a trovare una bella torta che facesse pendant con il mio bloggino…!!!  ;)

lunedì, 27 ottobre 2008

Fondente antinfiammatorio

Da web

6,7 grammi di cioccolato al giorno, ovvero il peso medio di un cioccolatino: sarebbe la quantità ideale per proteggersi contro infiammazioni e malattie cardiovascolari.

Un effetto collaterale dimostrato da uno dei più ampi studi epidemiologici  condotti in Europa: il Progetto Moli-sani.

La ricerca, effettuata presso i Laboratori di Ricerca dell’università Cattolica di Campobasso, in collaborazione con l’Istituto dei Tumori di Milano, ha coinvolto oltre 20.000 abitanti cui sono stati monitorati il livelli della Proteina C reattiva, un “marker” individuabile con una semplice analisi del sangue.

Il team di ricercatori ha comparato i valori di questa proteina presenti nel sangue delle persone esaminate, con le quantità di cioccolato che mangiavano abitualmente. In particolare, su 11.000 soggetti, ne sono stati identificati 4.849, in buona salute e senza fattori di rischio di cui 824 consumano regolarmente cioccolato fondente.

Risultato? I consumatori abituali moderati hanno nel sangue valori di proteina C reattiva più bassi rispetto al gruppo che non mangia cioccolato. Quindi l’elevato contenuto in antiossidanti dei semi di cacao è effettivamente in grado di tenere sotto controllo lo stato infiammatorio, se però il consumo è moderato….

Un motivo più che valido per concedersi un piccolo momento di vero godimento senza farsi assalire dai soliti sensi di colpa…. ;)


Condiviso da: Aicha77 alle ore 18:46 | link | commenti (33)
categorie: smile, conquista il podio, cibo bisogno d amore
mercoledì, 09 aprile 2008

Il cibo spegne. Spegne il vuoto che senti, l’angoscia che ti invade. Entra e, per un attimo, c’è, lo senti, è lì con te, dentro! Ti riempie la pancia e i pensieri.
 È la fuga da te, dall’incapacità di arginare certe sensazioni, certi dolori, certe ansie.
Pensi di avere tutto sempre sotto controllo. Ti sembra di aver capito tutto. Invece c’è questo mostro dentro che quando arriva ti cattura e ti senti preda e allo stesso tempo cacciatore di te stesso.
Vorresti poter gridare basta, basta a tutto e a tutti, ma non riesci a ordinarlo neanche alle tue mani.
Si perde il contatto con il corpo che scivola via, lontano. Da una parte l’anima ferita e nuda, dall’altra il corpo punito e reietto.
Il cibo diventa ossessione, amore folle. È un rapporto segreto, passionale, esclusivo.
È un atto impuro il cui seme è il senso di colpa.
Il tuo corpo non dimentica, ti restituisce le tue ferite, ti rende sempre più visibile.
E allora si vomita. Si vomita il peccato, l’impotenza, la paura, la solitudine.
Ma il vuoto purtroppo non esce, ti resta dentro e ti marchia l’anima.
 
Questa lettera la conservo da più di dieci anni nel mio diario d’adolescente, lo stesso che ricamavo distratta con fiori e cuoricini mentre la mente inseguiva pensieri troppo sfuggenti per essere imbrigliati nelle maglie della Ragione o del buon senso…
Una ragazza, forte dell’anonimato offerto da una prestigiosa rivista, l’aveva scritta per dare sfogo al mostro che le stava divorando l’anima… Ricordo che un pomeriggio d’estate la descrizione minuziosa del malessere che le cresceva in grembo mi colpì come un pugno in pieno stomaco, parole troppo dure per riuscire a far finta di nulla e tornare a perdersi nei propri pensieri..
Beh, mi auguro che, come nella storia di quella ventenne inglese che ha vinto l’anoressia decidendo di mettere a mondo un bambino, alla fine anche lei sia riuscita a sconfiggere i suoi demoni interiori e a trovare in sé la forza di sorridere nuovamente alla vita, con la vita….
Glielo auguro dal profondo dell’anima!

Condiviso da: Aicha77 alle ore 19:54 | link | commenti (18)
categorie: cio che ora sento, cibo bisogno d amore
sabato, 16 febbraio 2008

Mai nata (Tiziano Ferro)

anoressia

Passa passa passa
Poi imprechi ma non passa mai
La tua fame è sveglia, cazzo, no non va mai a dormire lei
Sogni sogni sogni
ma sai già quanto costano
Qualche notte in piedi a sopravvivere al fatto che
Non è la realtà
E la conosci già
La fine che farà
La tua forza di volontà
Andrà a farsi fottere
Ti dicono "sii forte" si ma
Son bravi a parlare
Che ne sanno di che hai dentro te
 
In quel frigo...si freddano le lacrime
In dispensa...rinchiudi le tue ansie e poi
Sotto il letto...nascondi la tua polvere
Poi non dormi...ti chiudi e rifletti
 
RIT:
E' la vita che unita al dolore si ciba di te
E della tua strada sbagliata
E continui a pensare, placando il tormento,
che bello se non fossi mai nata
 
Salpa salpa salpa
Il raziocinio toglie l'ancora
Da una cerebrale come te nessuno se lo aspetta
Parli parli parli
Sei un vulcano inarrestabile
Treno più che rapido, efficiente poco timida
 
Ma ti hanno detto mai
Che devi amarti un po'
Puoi rallentare e poi
Pensare un po' più a te
Che sicurezza mostri se
I casini sai risolvere
Ma i problemi tuoi
Non li affronti proprio mai
 
In quel frigo...si freddano le lacrime
In dispensa...rinchiudi le tue ansie e poi
Sotto il letto...nascondi la tua polvere
Poi non dormi...ti chiudi e rifletti
 
Rit:
 
E non passa più
E non cambia mai
Cuore nello stomaco
Testa senza eroi
 
Rit:
 
E la smetti? Rilassati! Forza reagisci sei te
Che condizioni la tua strada
E, su, prova a pensare che bello sarebbe se invece
Amassi un po' di più la vita
 
È difficile capire il baratro in cui sprofonda chi soffre di disturbi alimentari, provare ad immaginare l’angoscia e il dolore che si cela dentro di loro, dentro chi si sente ovatta imprigionata sotto tonnellate d’acciaio.
Tuttavia ogni tanto qualcuno riesce a trovare in sé la forza di dire BASTA! e di lasciarsi nuovamente scaldare dai tiepidi raggi del sole d’inverno…
Io oggi voglio dare voce e meritata attenzione alla loro voglia di lottare. Sperare per loro e con loro in una meta ogni giorno più vicina.

Condiviso da: Aicha77 alle ore 17:18 | link | commenti (9)
categorie: cio che ora sento, cibo bisogno d amore

Carpe diem

Frammenti di Alterità

*loading* anime erranti

Ovatta

Soffice ovatta colorata di vento scendi lenta quando l'orologio segna le ore dell'alba.
Con i tuoi fantasmi di nuvole perse ti diverti a disegnare sui muri avanzi di baci sfuggiti ai cuscini della notte. (Ovidio)

Acciaio

Vorrei avere un cuore d'acciaio
e occhi duri da puntare addosso
come lame taglienti
pronte a ferire
come cannoni
pronti a colpire
un cuore sempre in viaggio
con la sabbia tra i piedi
e giorni di cammino per arrivare al mare per arrivare al mare
un cuore che nessuno mai nessuno possa dimenticare
(Luca Barbarossa)



Per dovere di cronaca..

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